GIAPPONE: NO RISCHI IMMEDIATI, MA E' PANICO IN CINA

GIAPPONE: NO RISCHI IMMEDIATI, MA E' PANICO IN CINA

Pechino, 18 mar. - L'aria e le acque marittime cinesi "non corrono rischi immediati di contaminazione" in seguito alle esplosioni della centrale nucleare giapponese di Fukushima, ma nelle ultime ore si sono registrati episodi di panico in diverse zone del paese, e ieri la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Jiang Yu ha chiesto alle autorità nipponiche di condividere le informazioni sulla crisi "in maniera tempestiva e precisa". La Cina, frattanto, ha deciso di sospendere i piani per la costruzione di nuove centrali nucleari e le autorità i Pechino hanno ordinato di verificare le misure di sicurezza dei 13 reattori esistenti e dei 27 in fase di costruzione.


Gli ultimi bollettini risalgono alla tarda giornata di giovedì e non mostrano alcun segnale di livelli di radioattività oltre i normali livelli nell'aria di 41 diverse città cinesi. "Nei prossimi tre giorni il fallout radioattivo interesserà principalmente le acque al largo di Fukushima - si legge in un comunicato del Centro Nazionale per le Previsioni Ambientali Marittime di Pechino - e gli agenti contaminanti, che precedentemente avevano raggiunto la costa a nordest di Tokyo, si sono mossi verso est con le correnti".

 

I supermercati di numerose città cinesi, tuttavia, hanno esaurito ieri le scorte di sale in seguito all'onda di panico che si è diffusa dalla provincia costiera dello Zhejiang in altre zone, quali la ricca provincia industriale del Guangdong, e persino nella capitale Pechino e nella città di Chongqing, che dista migliaia di chilometri dalla costa. La corsa agli acquisti è motivata dalla voce, peraltro infondata, secondo la quale il sale addizionato di iodio sarebbe utile per prevenire le radiazioni.

 

Si sono registrati anche acquisti record di generi di prima necessità. La Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo ha diffuso ieri d'urgenza una nota con la quale invita le autorità locali a contrastarle voci sulla scarsità di generi alimentari e sulla necessità di rifornirsi di scorte di generi di prima necessità. La Commissione ha reso noto che sta lavorando con tutte le autorità competenti per mantenere stabile il livello dei prezzi.

 

di Antonio Talia

 

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