Generali nel mercato dei fondi pensione con il 30% di Guotai

Riccardo Sabbatini
Generali entra nel mercato dell'asset management e dei fondi pensione in Cina. Il gruppo triestino ha siglato un accordo per acquisire il 30% di Guotai, società cui fanno capo patrimoni in gestione per circa 5 miliardi di euro. L'intesa, firmata ieri a Roma nel corso della visita in Italia del presidente cinese Hu Jintao, ha un valore di circa 100 milioni di euro.
Guotai è tra le poche società di gestione del risparmio cinesi abilitata ad operare in tutte le classi di attivi e detiene la licenza per le Enterprise Annuities, il nuovo settore della previdenza complementare. È un mercato potenzialmente assai vasto – si rivolge ad una platea di 220 milioni di lavoratori cinesi - nato con una legge del 2008 che consente a lavoratori ed aziende, su base collettiva, di costituire schemi pensionistici volontari il cui patrimonio può essere gestito solo da alcuni intermediari. Tra questi c'è, appunto, Guotai. «Finora - fa presente l'amministratore delegato delle Generali Sergio Balbinot, lo sviluppo del secondo pilastro previdenziale è stato modesto, frenato dall'assenza di incentivi fiscali ma è ragionevole ritenere che il futuro questo limite verrà risolto. Fino ad oggi la licenza assicurativa ci ha permesso di focalizzarci su polizze di rendita immediata rivolte alla popolazione in quiescienza». Ora, grazie all'accordo con Guotai, il gruppo italiano «potrà estendere il suo raggio d'azione anche al segmento dei piani di previdenza integrativi aziendali». Oltre a questo c'è naturalmente l'opportunità dello sviluppo dell'industria dell'asset management che in Cina sta compiendo i primi passi. «Le attività in gestione raggiungono appena il 7% del prodotto lordo - fa presenta ancora l'amministratore delegato del Leone - in rapporto, ad esempio, al 30% di Taiwan. Le potenzialità sono enormi».
L'avventura cinese delle Generali, è iniziata nel 2002, quando fu sottoscritta la prima joint venture con la China National Petroleum (l'ente petrolifero locale). Oggi la compagnia triestina detiene 7 licenze per il settore vita in altrettante province cinesi (tra cui Pechino e Shanghai) e 2 nel settore danni. Nel primo trimestre del 2009 Generali è divenuto il primo assicuratore straniero del paese asiatico e, in questo aggregato, ha una quota di mercato del 46% nel settore della previdenza collettiva. «Ne abbiamo fatta di strada in pochi anni - commenta Balbinot - ed i risultati ottenuti sono una conferma della scelta strategica di spostare progressivamente il baricentro del business della compagnia nelle aree di maggiore sviluppo mondiale. Ritengo che la Cina sarà il primo paese ad uscire dalla crisi dei mercati finanziari». Le valutazioni dell'amministratore triestino trovano una conferma in una ricerca di "Sigma" (Swiss Re) sull'andamento a due velocità dell'industria assicurativa mondiale (si veda a pag. 38).
Tra relazioni italo-cinesi nel settore finanziario va infine segnalato, sempre ieri, la sigla di un memorandum di intesa tra Mediobanca e la China Develpment Bank per rafforzare i rapporti bilaterali al sostegno di investimenti industriali cross border di imprese dei due paesi.

07/07/2009