Geithner: alla Cina serve un nuovo modello di crescita

LOS ANGELES
È partito ieri il terzo round di incontri bilaterali tra Usa e Cina, ma l'evolversi della situazione economica globale e l'inflazione in Cina hanno reso per la prima volta la spinosa questione della sottovalutazione dello yuan meno pressante del solito.
Ecco quindi che il focus del negoziato si è potuto spostare su altre questioni, per esempio consentire maggior accesso alle aziende cinesi e americane nei rispettivi mercati, e la riforma del sistema finanziario in Cina. «In Cina la sfida per il futuro è creare un nuovo modello di crescita trainato dalla domanda interna, con un'economia di mercato e un sistema finanziario piu sofisticato», ha detto il ministro del Tesoro Usa Tim Geithner. Gli obiettivi dei due Paesi, ha aggiunto, non sono in conflitto tra loro.
Una valuta che fluttua con le forze della domanda e dell'offerta è ovviamente parte integrante di un'economia di mercato, e Geithner anche ieri ha ripetuto ciò che l'America chiede da anni alla Cina, ovvero consentire allo yuan di apprezzarsi. Ma in quella richiesta vi è meno urgenza di prima: l'inflazione in Cina sta erodendo il vantaggio competitivo del Paese al punto che nel primo trimestre Pechino ha addirittura registrato un deficit commerciale a causa dei rincari delle materie prime e dell'aumento dei costi del lavoro. Il tasso effettivo di cambio (che tiene conto dell'inflazione) viaggia oggi al ritmo del 10%, un livello accettabile per gli Stati Uniti.
«Il tono delle discussioni con i nostri interlocutori cinesi è indubbiamente cambiato- ha detto al Wall Street Journal David Loevinger, esperto Cina al Tesoro Usa -. Pechino parla sempre più spesso di come uno yuan più forte può aiutare a contenere l'inflazione».
L'America è alle prese invece con problemi diversi, ovvero un alto tasso di disoccupazione, un deficit pubblico elevato, bassa inflazione e una valuta molto debole. Pur riconoscendo che vi sono alcuni contrasti tra Cina e Stati Uniti su questioni economiche, persino il vice primo ministro Wang Qishan ha sottolineato ieri che le due nazioni condividono anche «molte aspirazioni».
Per raggiungere questi obiettivi comuni i delegati al cosiddetto U.S.-China Strategic and Economic Dialogue hanno portato all'ordine del giorno l'idea di lasciar salire i tassi di interesse in Cina (dove sono fissati a livelli artificialmente bassi) e allentare i controlli che impediscono l'ingresso nel Paese di banche e compagnie di assicurazione straniere.
Parallelamente ai negoziati economici, delegazioni guidate dal segretario di Stato Hillary Clinton e dalla sua controparte cinese Dai Bingguo hanno all'ordine del giorno il riarmo nucleare in Iran, la Corea del Nord e il rispetto dei diritti umani in Cina.
droveda@ilsole24ore.us
© RIPRODUZIONE RISERVATA

10/05/2011