GANSU, SI SCAVA A MANI NUDE NEL FANGO

GANSU, SI SCAVA A MANI NUDE NEL FANGO

 Pechino, 9 ago. - Un torrente di fango ha inghiottito nella notte tra sabato e domenica una città nella Cina nord-occidentale. Smottamenti di terra e fiumi di fango e pietre nelle prime ore di domenica, nella contea di Zhouqu, provincia del Gansu; etteralmente seppellite almeno 300 abitazioni di pochi piani ed edifici di cemento, nella prefettura tibetana di Gannan, una zona punteggiata da colline ripide e sterili. Questo è il bilancio provvisorio di un disastro causato dalla penetrazione massiccia di acqua nel terreno. E' corsa contro il tempo per cercare di salvare eventuali sopravvissuti nelle città coperta dal fango. Armati con poco più che pale, i soccorritori continuano freneticamente a cercare le centinaia di persone disperse. Le autorità locali hanno fissato a 1.148 il numero dei dispersi ma non si esclude che si arrivi a quota 2.000. Accorsi sul luogo del disastro, geologi ed esperti lavorano freneticamente per assorbire un lago che si è creato artificialmente dopo una frana e che potrebbe scatenare un nuovo torrente di fango qualora imminenti nuove piogge dovessero causare la rottura degli argini.

Il premier Wen Jiabao domenica ha visitato la zona del disastro, promettendo il massimo aiuto del governo e incoraggiando i soccorritori a fare il possibile per salvare il maggior numero di vite umane. Seimila tra soldati, agenti di polizia e vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per cercare sopravvissuti, anche se l'impasto di fango che ha invaso la zona rende sempre più labili, man mano che passano le ore, le speranze di trovare qualcuno in vita. Il fango, alto oltre un metro, ha reso quasi impossibile portare sul posto attrezzature pesanti.

 
Nonostante le difficoltà dei soccorsi, la corsa contro il tempo non subisce battute d'arresto. Al momento il bilancio è di 337 morti accertati (aggiornato a lunedì 9 agosto ore 18 italiane, ndr) . Sono oltre 100 le persone ferite soccorse tra i detriti, di cui 29 in modo grave. Una donna 74enne è stata estratta viva, nella contea di Zhouqu, dopo 34 ore. La donna è in buone condizioni, rende noto l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, anche se assetata e affamata. Il ritrovamento dà nuove speranze ai soccorritori. L'energia elettrica manca in due terzi della contea e l'acqua, che in alcune zone raggiunge i cinque metri, ancora continua a zampillare da alcune fosse. Almeno 45mila persone sono state allontanate dalla zona. Il governo ha stanziato 500 milioni di yuan (74 milioni di dollari) in fondi d'emergenza per la regione. Il ministero dell'Agricoltura ha predisposto l'invio di confezioni di disinfettante nella zona (dove vi sono alte concentrazioni di bestiame dei pastori nomadi tibetani) per evitare il diffondersi di epidemie.
 

 

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