G20: RIPRESA GLOBALE ANCORA DEBOLE, PESANO BREXIT E TERRORISMO

Di Eugenio Buzzetti

 
Pechino, 24 lug. - I leader dei Paesi del G20 si impegnano a utilizzare tutti i mezzi a disposizione per fare ripartire la crescita in un momento in cui la ripresa globale e' ancora debole, e sull'economia mondiale gravano le incertezze derivanti dalla Brexit e gli impatti negativi della sovrapproduzione in alcuni settori industriali. E' il quadro che emerge dal comunicato finale del G20 finanziario di Chengdu, nel sud-ovest della Cina, che si conclude oggi e a cui ha partecipato il ministro Pier Carlo Padoan. "La ripresa globale continua ma rimane piu' debole di quanto desiderato", spiegano i leader delle venti maggiori economie del pianeta. Il panorama globale e' arduo e "permangono rischi di calo", tra i quali vengono citati i bassi prezzi delle commodities e la bassa inflazione in molte economie. "La volatilita' sui mercati finanziari rimane alta, i conflitti geopolitici, il terrorismo e i flussi di rifugiati continuano a complicare il panorama economico globale", scrivono i leader finanziari, che condannano "nei termini piu' forti possibili" i recenti attacchi terroristici. "Riaffermiamo la nostra solidarieta' e la nostra risolutezza nella lotta contro il terrorismo, in tutte le sue forme e ovunque si verifichi".

 

L'impegno dei leader finanziari del G20 e' quello di utilizzare "tutti i mezzi possibili" (monetari, fiscali e strutturali) per raggiungere l'obiettivo di una crescita "forte sostenibile, bilanciata ed inclusiva", e allo tesso tempo di continuare a esplorare opzioni "necessarie al sostegno alla crescita e per rispondere a potenziali rischi" economici. Il G20 di Chengdu ha riaffermato anche il 'no' alle svalutazioni competitive e a tutte le forme di protezionismo. A complicare il quadro generale, e' intervenuto il voto in Gran Bretagna, protagonista delle discussioni della 'due giorni' di Chengdu. Dal comunicato finale del G20 si tende, pero', a non enfatizzare le preoccupazioni per l'impatto sull'economia globale derivante dall'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. In generale, i Paesi del G20 sono "ben posizionati per affrontare attivamente le potenziali conseguenze economiche e finanziarie derivanti dal referendum in Gran Bretagna", e "nel futuro speriamo di vedere il Regno Unito come uno stretto partner dell'Unione Europea".

 

Nel comunicato finale del meeting, i leader finanziari delle venti maggiori economie del mondo prendono in esame anche il problema della sovrapproduzione in alcuni settori, a cominciare da quello dell'acciaio, che hanno "causato un impatto negativo sul commercio e sui dipendenti" dei vari settori industriali piu' vulnerabili. La sovrapproduzione e' "un problema globale che richiede risposte collettive", affermano, e "i sussidi o altre forme di sostegno governativo, o da parte di enti sponsorizzati dai governi, possono provocare distorsioni al mercato e contribuire alla produzione in eccesso a livello globale". Un ultimo cenno, infine, viene dedicato all'ambiente. "Accogliamo con favore i progressi interni gia' fatti da alcuni Paesi membri - concludono - e incoraggiamo altri a fare altrettanto per attuare l'accordo di Parigi sui Cambiamenti Climatici il prima possibile".

 

24 LUGLIO 2016

 

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