FUMATA NERA SULL'ECFA

Pechino, 22 dic. - Cina e Taiwan: non c'è accordo sull'istituzione di una sorta di area di libero scambio tra le due sponde dello Stretto, che era stata annunciata la scorsa settimana come uno dei punti più importanti del vertice in corso in questi giorni. "Le differenze emerse tra le due parti su come abbattere la doppia tassazione hanno impedito la firma dell'accordo" hanno annunciato i negoziatori al termine del nuovo giro d'incontri dell'"Economic Cooperation Framework Agreement" (o ECFA), in corso nella città taiwanese di Taichung avviato l'anno scorso dopo una progressiva distensione dei rapporti tra la Cina continentale e la "provincia ribelle". "Entrambe le parti hanno convenuto sulla necessità di avere più tempo a disposizione per discutere della questione" ha detto Zheng Lizhong, vicepresidente della Arats (Association for Relations Across the Taiwan Strait), un organismo semiufficiale con base a Pechino incaricato di intrattenere i rapporti con Taipei. Zheng ha dichiarato al quotidiano di Hong Kong South China Morning Post che l'accordo comprende "un'ampia gamma di argomenti che necessitano discussioni più approfondite", ma non ha specificato su quali punti si sia consumata la rottura. La controversia tra Cina e Taiwan risale alla fine della guerra civile, nel 1949, quando le forze comuniste di Mao Zedong trionfarono sui nazionalisti di Chiang-Kai-Shek, costringendoli alla ritirata sull'isola al largo della Cina continentale. Da allora Taiwan, che è diventata una delle economie più importanti della regione, si è sempre proclamata indipendente, mentre Pechino la considera alla stregua di una "provincia separata" sulla quale riprendere il controllo. Con l'avvio delle politiche di riforma di Deng Xiaoping e l'apertura della Cina al mercato, gli uomini d'affari taiwanesi sono stati tra i primi ad investire sull'economia dei 'fratelli separati'; l'elezione del presidente Ma Ying-jeou, avvenuta l'anno scorso a Taipei, ha portato una schiarita nei rapporti tra i due lati dello Stretto, con l'istituzione di voli diretti dopo un blocco che durava da decenni e l'apertura ai turisti provenienti dalla madrepatria.