FREGATA VICINO ALLE SENKAKU, TOKYO CONVOCA AMBASCIATORE CINESE

Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 9 giu. - Torna a infiammarsi la disputa tra Cina e Giappone sulle isole contese tra i due Paesi nel Mare Cinese Orientale, le Senkaku/Diaoyu. Il governo di Tokyo ha convocato questa mattina l'ambasciatore cinese in Giapponese dopo la prima incursione di una fregata della marina cinese nelle acque contigue alle isole contese tra i due Paesi (entro le 24 miglia nautiche dalle coste), poco dopo la mezzanotte tra ieri e oggi, ora locale.
 
Il vice ministro degli Esteri giapponese, Akitaka Saiki, ha espresso al diplomatico cinese la "grave preoccupazione" del governo giapponese per l'incursione cinese. Il Ministero della Difesa cinese ha invece minimizzato l'episodio, definendo in un comunicato "sensata e legittima" la navigazione dell'area da parte della nave cinese e avvertendo che "nessun altro Paese ha il diritto di fare annotazioni avventate a riguardo". L'incursione cinese è terminata verso le tre del mattino di ieri, le nove di sera in Italia, quando la fregata ha lasciato le acque tornando verso le coste cinesi.

Oltre alla fregata cinese la Guardia Costiera di Tokyo ha avvistato anche tre imbarcazioni russe nei pressi delle Senkaku nelle stesse ore, aumentando la preoccupazione giapponese per un eventuale coordinamento tra Mosca e Pechino nell'azione. Il capo di gabinetto giapponese, Yoshihide Suga, ha dichiarato che il governo di Tokyo sta indagando sulla vicenda, anche se in quell'area non ci sono dispute territoriali in corso con la Russia.

La disputa tra Cina e Giappone sulle isole Senkaku, che Pechino rivendica come proprie con il nome di Diaoyu, risale al 2012, quando Tokyo aveva annunciato la "nazionalizzazione" dell'arcipelago, scatenando le proteste di Pechino. La tensione tra i due Paesi era successivamente aumentata, con frequenti incursioni di motovedette cinesi nei pressi delle isole contese. Nel novembre 2014, durante la visita del primo ministro giapponese Shinzo Abe a Pechino, Cina e Giappone avevano raggiunto un accordo in quattro punti che sanciva il riconoscimento delle differenze tra i due Paesi sulla disputa territoriale.

 

09 MAGGIO 2016

 

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