FRATTINI A PECHINO RASSICURA SUL SISTEMA ITALIA

FRATTINI A PECHINO RASSICURA SUL SISTEMA ITALIA

Pechino, 18 lug. - Rassicurare sulla solidità del Sistema Italia: nel corso di un un'intervista resa all'agenzia di Stato Xinhua - incontro organizzato grazie alla collaborazione tra Xinhua e Agi - il ministro degli Esteri Franco Frattini ha affermato che è questo il primo obiettivo della missione di quattro giorni che lo vede impegnato da domenica in Cina. Intervistato da una giovane giornalista della Xinhua, che ha rivolto al ministro numerose domande sulla situazione italiania, il titolare della Farnesina ha assicurato che, in vista del Consiglio europeo straordinario di giovedì sulle turbolenze nell'Eurozona, la manovra correttiva è in grado di "scongiurare il downgrade" e ha sottolineato che l'Italia è stata vittima di "attacchi puramente speculativi". La situazione del Belpaese "non è paragobabile a quella di altri che hanno chiesto aiuto all'Europa e anche fuori dall'Europa", ha osservato.

 

Con la Cina, l'Italia punta a trasformare una partnership essenzialmente economica in un partenariato globale che porti i due Paesi a un confronto costante e regolare sui dossier più 'caldi'. Ma si vuole anche tradurre in concreto gli obiettivi del comitato governativo Italia-Cina istituito nel 2004, nell'ambito del quale martedì sono stati firmati due accordi bilaterali tra il ministero del Lavoro e delle politiche sociali e i competenti dicasteri cinesi per 'esportare' il modello di welfare italiano (questo articolo). Intese che potenzialmente aprono anche ricche opportunità alle aziende italiane interessate. I due Paesi puntano inoltre all'aumento dell'interscambio commerciale: dai 15,7 miliardi di dollari di scambio nel 2004, si è passati a 31 mld nel 2009, con l'obiettivo di raddoppiare entro il 2015, raggiungendo il traguardo degli 80 mld di dollari.

 

L'Italia, tuttavia, vuole anche rassicurare il Dragone: si punta al raddoppio ma anche al riequilibrio. Gran parte delle enormi riserve valutarie cinesi vengono infatti investite per acquistare titoli di debito pubblico straniero, soprattutto statunitense ma anche italiano. Sebbene il Dragone non riveli mai l'esatta composizione delle sue riserve Forex, si calcola che la Cina detenga tra il 13% e il 14% del debito pubblico italiano.

 

Il pacchetto di misure, varate con inaspettata velocità e con senso di responsabilità da parte di tutti, anche grazie all'appello al senso dello Stato del presidente Giorgio Napolitano, risponde all'esigenza di stabilità fino al 2014, ha sottolineato Frattini. "L'Italia è stata vittima negli ultimi giorni di un attacco che però non si basava su nostre carenze, ma sul desiderio di esercitare una pressione speculativa", ha aggiunto il titolare della Farnesina, annunciando che con le autorità di Pechino "parleremo di come rafforzare gli investimenti cinesi in Italia e la presenza italiana in Cina ma questo non ha nulla a che vedere con gli attacchi speculativi e questo sarà l'oggetto dei miei colloqui con i responsabili dei principali fondi di investimento".

 

Lunedì il ministro ha incontrato i vertici del National Social Security Fund (il fondo pensionistico statale), Dai Xianglong, mentre per mercoledì mattina è atteso da quelli del Fondo Sovrano 'China Investment Corporation' (CIC), che ha una dotazione di 550 mld dollari. "Finora hanno mostrato un sincero e forte interesse: le autorità cinesi si preoccupano della stabilità del quadro finanziario, ma la nostra manovra è rassicurante e fino al 2014 i conti sono a posto" ha commentato il titolare della Farnesina. Domani intanto la visita sarà scandita da altri appuntamenti delicati: l'incontro con il vicepremier del Consiglio di Stato, Li Keqiang, che nel 2013 dovrebbe sostituire l'attuale premier Wen Jiabao e l'intervento all'influente scuola centrale del partito, di cui e' stato direttore Xi Jinping, l'uomo destinato a diventare il prossimo presidente della Repubblica Popolare Cinese, oltre alla riunione del comitato governativo Italia-Cina. Saranno anche firmati accordi di rilievo per rafforzare la collaborazione culturale tra gli studenti e le università dei due Paesi, per abolire i visti diplomatici e accelerare le procedure per studenti ed operatori commerciali. Insomma, passo dopo passo per costruire un nuovo rapporto.

 

La Redazione

 


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