Fornas: « Entro 4 anni la Cina primo mercato»

Paola Bottelli
«La Cina potrebbe diventare il nostro primo mercato nel mondo entro quattro anni». Che la Repubblica popolare faccia gola ai colossi del lusso è ormai assodato. Ma, finora, nessuno si era spinto così avanti come Bernard Fornas, presidente e amministratore delegato di Cartier, il marchio-ammiraglia del gruppo Richemont, del quale rappresenta circa la metà dei profitti.
Del resto, secondo Altagamma e Bain & Company, i 415mila individui cinesi con un reddito annuo di almeno un milione di dollari spingeranno sempre di più sugli status symbol occidentali: il mercato locale, attualmente valutato 4,5 miliardi di euro, dovrebbe crescere del 30% nei prossimi cinque anni, il tasso di incremento più elevato dopo il 35% stimato per il Brasile (dove però la popolazione abbiente è pari a un terzo di quella cinese).
Davanti alle affermazioni di Fornas, comunque, la platea del Reuters China Investment Summit di Pechino, formata da banchieri, imprenditori e avvocati d'affari, non ha battuto ciglio, visto il successo dei beni di lusso sul mercato locale: lo stesso Patrick Thomas, Ceo di Hermès, ha dichiarato che in Cina il marchio francese sta registrando un «vero e proprio boom». «Siamo già il primo brand del lusso qui», ha detto Bernard Fornas – a Pechino per la mostra "I tesori di Cartier: re dei gioiellieri, gioielliere dei re", nella Città Proibita – aggiungendo che gli attuali 32 negozi potrebbero salire «fino a quota 55-60 entro quattro o cinque anni». Attualmente la maison parigina "copre" 18 città e ha intenzione di iniziare lo sviluppo nelle città di dimensioni più piccole – si fa per dire, visto che si tratta sempre di milioni e milioni di abitanti – rispetto a Pechino e Shanghai.
Nel gruppo Richemont, per il quale l'Asia-Pacifico pesa per il 27,2% sui ricavi consolidati dell'esercizio al 31 marzo 2009, le acque non sono però del tutto tranquille. Due settimane fa, all'improvviso, ha rassegnato le dimissioni Michel Nieto, amministratore delegato della Baume & Mercier, citando «divergenze strategiche» con l'azionista, mentre il giorno successivo è stata la volta di Fabian Krone, Ceo di A. Lange & Söhne, a causa di «differenze strategiche» (al suo posto, ad interim, è stato nominato il Coo Jerzy Schaper). Subito dopo, è arrivato l'annuncio della prorogatio fino al marzo 2010 del contratto – in scadenza il prossimo novembre – di Norbert Platt come amministratore delegato della Cie. Financiere Richemont. In precedenza il colosso svizzero aveva annunciato il ritiro dell'executive per motivi di salute.
Insomma, il valzer delle poltrone è in pieno svolgimento e, secondo quanto risulta al Sol 24 Ore, la pole position per subentrare a Platt se la stanno dividendo due quarantenni, Jerome Lambert, Ceo di Jaeger-LeCoultre (individuato dai rumor come il supervisore "occulto" del lavoro di Nieto), e Georges Kern, Ceo di Iwc, ambedue a capo di marchi di grande successo. Si profila, dunque, una soluzione interna, che non esclude il grande rientro di Johan Rupert, fondatore del colosso svizzero, sulla poltrona più alta del gruppo. Ma eventualmente a tempo determinato.
paola.bottelli@ilsole24ore.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

09/10/2009