FMI: PECHINO APPOGGIA LA CANDIDATURA DI LAGARDE

FMI: PECHINO APPOGGIA LA CANDIDATURA DI LAGARDE

Pechino, 28 giu.- Questa volta è ufficiale: Pechino appoggia la candidatura del ministro delle Finanze francese Christine Lagarde come prossimo direttore del Fondo Monetario Internazionale. Lo ha assicurato il governatore della Banca Centrale cinese Zhou Xiaochuan secondo cui Pechino ha espresso "pieno supporto" alla donna. Già alla fine di maggio erano circolate le voci dell'appoggio del Dragone alla nomina di Lagarde, voci subito smentite da Pechino stessa che aveva subito provveduto a illustrare quella che è la sua posizione attraverso un comunicato congiunto firmato dai Brics. Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica avevano fatto sapere di essere contrari a quella "consuetudine non scritta e ormai obsoleta secondo cui a capo dell' FMI debba esserci esclusivamente un europeo". Una tradizione, questa, che affonda le radici fino all'epoca della seconda guerra mondiale, quando fu costituito l'FMI. I Brics chiedono ora una rottura con il passato e suggeriscono di compiere la scelta sulla base delle competenze dei candidati e non della nazionalità.

 

Poi la recente visita di Christine Lagarde in Cina sembra aver rimescolato le carte (questo articolo). A Pechino - dove il ministro francese ha incontrato il governatore della Banca centrale Zhou Xiaochuan, il ministro delle Finanze Xie Xuren e il vice presidente Wang Qishang – Lagarde aveva dichiarato che quello della nazionalità "non può costituire un punto di demerito". "L'FMI -  aveva riferito -  non appartiene solo a qualcuno o a qualche nazione in particolare, ma a tutti i 187 membri del Fondo. Ed è per questo che è importante che ogni Paese sia ben rappresentato". E alla Cina che ha lamentato una scarsa attenzione da parte del Fondo, il ministro aveva poi promesso una maggiore rappresentatività che potrebbe essere collocata tra i vertici della leadership del Fondo. In particolare "le potenzialità di Zhu Min, special advisor del direttore dell'FMI, potrebbero essere sfruttate al meglio se collocato alla gestione del Fondo (questo articolo). Progetti questi che forse potrebbero aver addolcito la pillola al Dragone.

 

E in vista della deadline prevista per la fine di giugno, Lagarde si è accaparrata l'appoggio più ambito. Il sostegno di Pechino di certo cementa la posizione del ministro francese impegnato in un testa a testa per la poltrona con il direttore della Banca centrale messicana Agustin Cartstens – appoggiato da Canada e Australia - che potrebbe anche concludersi in giornata. Martedì 24 membri esecutivi dell'FMI si sono riuniti a Washington per valutare quale sia il più idoneo successore di Dominique Strauss-Kahn, dimesso dall'incarico a fine maggio dopo essere stato arrestato a New York con l'accusa di stupro.  "Non sappiamo quale sarà l'esito finale, è ancora tutto incerto" ha riferito Zhou.
di Sonia Montrella
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