FILIPPINE, DUTERTE IN VISITA IN CINA DAL 18 AL 21 OTTOBRE Primo incontro con Xi dopo sentenza Aia su isole contese

Eugenio Buzzetti


Pechino, 12 ott. - Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, sarà in visita in Cina dal 18 al 21 ottobre, in quella che sarà la prima visita del presidente delle Filippine dopo la sentenza della Corte Permanente di Arbitrato dell'Aia del 12 luglio scorso, che ha negato ogni diritto storico a Pechino sul Mare Cinese Meridionale. La conferma è arrivata dall'agenzia Xinhua. Duterte è stato eletto presidente delle Filippine nel maggio scorso. La richiesta di arbitrato era stata presentata proprio dalle Filippine, nel 2013, in quel momento guidate dal predecessore di Duterte, Benigno Aquino, fortemente critico nei confronti dei dirigenti cinesi per le dispute territoriali in corso nel Mare Cinese Meridionale.

A Pechino, Duterte incontrerà il presidente cinese, Xi Jinping, e il primo ministro, Li Keqiang. Rispetto al suo predecessore, Duterte ha mostrato finora posizioni più concilianti con la Cina, da cui si è detto disposto a compare armi, come anche dalla Russia. Duterte ha, invece, raffreddato i rapporti con Washington, dopo avere insultato il mese scorso il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha in seguito cancellato l'incontro previsto tra i due in Laos, in occasione dei summit dell'Asean, la sigla che raggruppa le economie del sud-est asiatico.

Settimana scorsa, il presidente filippino aveva apertamente mandato "al diavolo" Obama per le critiche americane alla sua campagna contro la droga, e aveva minacciato una rottura nei rapporti tra Manila e Washington. In tre mesi di campagna, sono rimasti uccisi circa tremila tra presunti spacciatori e tossicodipendenti, una cifra che ha allarmato le organizzazioni internazionali per i diritti umani, le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e l'Unione Europea. Più morbida, invece, la posizione di Duterte sulla Cina, perché, ha dichiarato il presidente delle Filippine, è "meglio continuare lungo la strada del dialogo che farne arrabbiare i funzionari".

 

Presidente Duterte, addio Usa, benvenute Cina e Russia

 

La storica alleanza filippino-americana, cementata dall'aiuto che Washington diede a Manila a fine '800 per conquistare l'indipendenza dalla Spagna, sembra ormai un ricordo. Il presidente/uomo forte Rodrigo Duterte, distintosi per aver definito l'omologo Usa Barack Obama "un figlio di p*****a" conferma il suo allontanamento da Washington e l'avvicinamento ai rivali degli Stati Uniti: Cina e Russia. Duterte sara a Pechino e ha fatto sapere di sperare di andare presto a Mosca.A conferma dello spostamento di Manila, quella in Cina sara' per Duterte la prima visita al di fuori del sud-est asiatico dalla sua elezione il 30 giugno scorso. Un segnale anche per far rientrare le aspre polemiche sulle cosiddette 'isole contese (le migliaia di isolette e atolli nel Mar Cinese Meridionale, come le Paracel e le Spratly, che Pechino rivendica benche' si trovino a migliaia di km dalle sue coste e siano piu' vicino ai Paesi come Vietnam, Malaysia, Brunei, e le stesse Filippine). Soprattutto dopo che lo scorso luglio la Corte Permanente di Arbitrato dell'Aja ha accolto un ricorso del precedente governo di Manila in cui sanci' che le rivendicazioni territoriali di Pechino su quelle che di fatto sono il 90% delle acque dell'area, erano prive di fondamento.

 

"La Cina mi ha ripetutamene invitato ed io ho accettato" ha spiegato Duterte senza specificare la data anche se avverra' prima di quella in programma in Giappone - primo partner commerciale di Manila - dal 25 al 27 ottobre. E dopo Tokyo, ha aggiunto, "probabilmente andro' in Russia".  La crisi tra gli Usa e Duterte si e' aperta dopo le critiche di Washington ai metodi "spicci" con cui Duterte, famoso per non rispettare le regole pur di combattere il crimine. Gli Usa hanno sostenuto che Duterte e' responabile dell'esecuzione sommaria di almeno 3.300 sospetti criminali Duterte ha prima cancellato i pattugliamenti navali congiunti con la marina Usa nel Mar Cinese Meridionale e ha aggiunto che pensa a annullare il patto difensivo che consente a miglia di truppe Usa di sostare a rotazione nell'arcipelago, arrivando anche a minacciare la rottura completa delle relazioni.Invece Duterte ha elogiato ripetutamente il presidente cinese Xi Jinping come un grande uomo, estendono i suoi apprezzamenti anche a Vladimir Putin per avergli dimostrato rispetto per non aver criticato il suo giro di vite contro il crimine.

 

12 OTTOBRE 2016

 

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