Ferretti punta a Cina e India e investe 40 milioni in tre anni

Cesare Trevisani
Dopo la profonda riorganizzazione avviata l'ottobre scorso, il Gruppo Ferretti rilancia sul mercato dei motor yacht con investimenti per 40 milioni nel prossimo triennio. Soldi che serviranno sia ad aumentare la gamma dei prodotti, dagli attuali 55 a 60, sia a cambiarne i contenuti, con 40 nuovi modelli. Il piano industriale firmato dall'amministratore delegato Salvatore Basile ha inciso anche sulla connotazione del Gruppo Ferretti, passato da un insieme di società facenti capo a nove marchi ad un controllo centralizzato con unico cda che ne ottimizzi i costi e ne razionalizzi le politiche industriali e commerciali.
La riorganizzazione non è stata indolore sotto il profilo dell'occupazione: il gruppo impiega oggi 2.300 dipendenti, erano oltre 3.000 prima del nuovo corso. Oltre a dismettere una gamma (Aprea Mare) e una società (la spagnola Pinmar) specializzata nella verniciatura di grandi imbarcazioni, il gruppo ha concordato con i sindacati anche 250 unità per la cassa integrazione. L'ultimo bilancio dell'anno nautico, chiuso al 31 agosto 2009, indicava un fatturato di 700 milioni di fatturato, che scenderà a 540 per l'esercizio 2010, con un arretramento che supera il 20%. «Sappiamo tutti quanto l'industria nautica abbia sofferto nel 2009, ma ora avvertiamo i primi segnali di un'inversione di marcia – spiega l'a.d. Basile – visto che al 31 marzo abbiamo già in casa ordini che coprono l'85% del budget stabilito per l'anno nautico in corso, con il raddoppio del loro numero rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente. Anche qui a Cattolica, dove abbiamo riunito dealer e clienti affinché potessero conoscere il cuore del gruppo, abbiamo respirato un'atmosfera diversa, la stessa colta al salone di Miami in febbraio».
Per alimentare la ripresa, la nautica guarda a mercati emergenti e in casa Ferretti annotano ordinativi in crescita da Sudafrica, Messico e Brasile, dove è stato siglato un accordo con la società Spirit di San Paolo per la nascita di Ferrettigroup Brasil e la realizzazione di uno show room da 1.000 mq. Però sono riposte in India e in Cina le speranze di un vero nuovo sbocco per gli ordinativi. «Sono i mercati del futuro per due motivi diversi – continua Basile – . L'India ha nel dna la cultura nautica, ereditata dal periodo coloniale; in Cina c'è spirito di emulazione rispetto ad un modello di benessere occidentale e uomini d'affari con forte capacità di spesa aumentano continuamente. Abbiamo già stretto accordi con quattro importanti dealer e sappiamo che nel sud della Cina stanno approntando 15mila nuovi posti barca, in particolare nell'area turistica della provincia di Hainan».
L'occasione per la presentazione del nuovo corso del Gruppo Ferretti è stata l'inaugurazione di "easea>show", l'esposizione permanente allestita alla Marina di Cattolica, dove la clientela può visitare e provare le imbarcazioni prodotte. Un'inaugurazione all'insegna della prima novità, il Ferretti 800, uno yacht da 76 tonnellate, 24 metri, del quale Ferretti punta a vendere una decina nel primo anno. Il prezzo è ancora top secret.
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04/05/2010