Fare film con la Cina diventerà più facile

Elena Simonetti
Produrre film italiani in Cina sarà più facile: produttori e registi avranno una corsia preferenziale per le autorizzazioni e non correranno il rischio di vedere stravolta la propria pellicola a causa delle severe norme sulla censura imposte dalle autorità di Pechino. Il Governo ha infatti approvato ieri il Ddl di ratifica dell'accordo di coproduzione cinematografica siglato con la Repubblica popolare cinese il 4 dicembre del 2004.
L'intesa definisce il quadro normativo per lo sviluppo delle relazioni culturali e commerciali tra i due Paesi e introduce una serie di facilitazioni per la produzione in partnership di film ad alto contenuto tecnico e artistico ma anche destinati a essere competitivi sul mercato internazionale. Potranno beneficiare delle agevolazioni sui permessi di ingresso e sull'importazione temporanea delle attrezzature i film con un apporto minimo pari al 20% del costo complessivo, da parte di uno dei coproduttori provenienti dai due Paesi firmatari dell'intesa. Registi, attori principali ed equipe tecniche dovranno, però, essere di nazionalità italiana (ovvero europea) oppure cinesi, inclusi Hong Kong e le regioni ad amministrazione speciale di Macao. La pellicola dovrà essere doppiata anche in lingua inglese e il contenuto non potrà essere censurato. Un'apposita nota aggiuntiva del Trattato stabilisce, infatti, che il via libera provvisorio alla sceneggiatura e al progetto del film non possa essere ritirato a opera conclusa a meno che la stessa si discosti in maniera sostanziale dal progetto originario.
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20/02/2010