FACEBOOK ENTRA IN CINA, ACCORDO CON BAIDU

FACEBOOK ENTRA IN CINA, ACCORDO CON BAIDU

Pechino 11 apr.- Facebook fa ufficialmente il suo ingresso in Cina. La compagnia di Palo Alto e il colosso cinese Baidu hanno siglato un accordo per la creazione di un social network diverso da Facebook. E' quanto emerge dalle prime indiscrezioni fornite da Sohu.com secondo cui la firma dell'intesa è il risultato di una lunga serie di incontri tra il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg e il CEO di Baidu Robert Li. Nessun altro dettaglio è ancora stato rivelato.

 


Negli ultimi giorni alcune fonti anonime informate dei fatti avevano fatto sapere che la compagnia californiana stava negoziando le condizioni per il suo ingresso in Cina. "Stiamo studiando il mercato cinese e valutando quale approccio bisognerà adottare con gli utenti" si leggeva in un comunicato trasmesso dalla società americana.

 


Già lo scorso dicembre Mark Zuckerberg, in Cina per un viaggio di piacere, aveva incontrato il gotha del web cinese: il direttore generale del sito web Sina.com Charles Chao e, naturalmente,  l'amministratore delegato di Baidu Robert Li (questo articolo). E mentre il papà di Facebook aveva mantenuto la bocca cucita sulle questioni  d'affari dicendosi però particolarmente incuriosito "dalla cultura, dalla lingua e dalla mentalità di questa importante parte del mondo", il portavoce di Baidu Kaiser Kuo aveva fatto intuire l'ipotesi di una collaborazione : "Zuckerberg è interessato al mercato Internet cinese". "Come è noto, però, la Cina è uno dei grandi punti deboli di Facebook perché qui il servizio è bloccato" aveva aggiunto poi Kuo. Il social network californiano, così come Twitter, è bandito dalla Cina, sebbene molti utenti riescano ad accedervi tramite proxy aggirando così la macchina della censura cinese.

 


In particolare, uno dei principali strumenti di controllo adottati da Pechino è costituito da un filtro lanciato nel 1998 che il governo chiama "Scudo Dorato" e che gli internauti hanno ironicamente ribattezzato "Grande Muraglia di Fuoco". Secondo la tv di Stato CCTV, il progetto è costato - solo all'avvio - 6,4 miliardi di yuan (più di 650 milioni di euro): la Grande Muraglia di Fuoco si avvale sia di sofisticati software che bloccano automaticamente parole chiave, sia di una sezione della polizia che controlla continuamente la rete, composta, si dice, da almeno 40 mila poliziotti. Il controllo è particolarmente penetrante su tutti i siti che agevolano scambi di opinioni e informazioni: social network come YouTube, Facebook, Flickr, Twitter risultano completamente bloccati dopo i sanguinosi scontri etnici del luglio del 2009 nello Xinjiang.

 


Nonostante il controllo serrato, il mondo cibernetico cinese continua a far gola a molti in quanto popolato da 457 milioni di 'cittadini', quasi il doppio degli utenti attivi che Facebook conta nel mondo.

 


di Sonia Montrella

 

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