FACEBOOK E IL « BUCO CINESE»

In pochissimi mesi la mappa delle amicizie Facebook nel mondo ha fatto il giro del web. Sorprende il grande "buco cinese" nonostante i 500 milioni di internauti. Il viaggio di Mark Zuckerberg in Cina a dicembre aveva suscitato molti "rumors" circa la possibilità di una joint venture tra Facebook e un'azienda autoctona. La vera notizia però è la rivelazione dello scorso 8 aprile sul profilo personale di Sina Weibo del fondatore della prestigiosa Data Center of the China Internet (che studia il mercato cinese) Hu Yangpin, secondo cui il social network statunitense ha siglato un accordo con un'azienda cinese per creare un nuovo sito non completamente connesso a Facebook.
Sebbene Facebook abbia registrato il dominio .cn nel 2007 non ha ancora conseguito risultati positivi per una strategia di mercato incompatibile con l'utenza cinese, per una competizione selvaggia con network cinesi come Renren, Qzone e Kaixinwang001 e per l'oscuramento del sito nel 2009. Lo scorso 11 aprile, su «China Byte» e altri organi di stampa accreditati, come «Sina», si legge di un accordo di collaborazione tra Facebook e Baidu, il motore di ricerca più utilizzato in Cina (per l'84%). Si è dato molto risalto agli oltre 250mila nuovi utenti in soli due mesi dovuti alla visita di Zuckerberg nello Stato di Mezzo e, probabilmente, anche al successo del film «The Social Network» tra gli studenti cinesi.
È altrettanto vero che nessuna azienda web straniera ha ancora conseguito risultati convincenti in quel mercato. L'ultimo insuccesso è stato il "clamoroso" abbandono di Google, un anno fa, con conseguente reindirizzamento dei servizi su server di Hong Kong, in coerenza con la politica dei più volte conclamati diritti umani. In quell'occasione l'azienda statunitense registrava il 35% del mercato rispetto al 65% di Baidu. Ironia della sorte: nel 2004 Google investiva 5 milioni di dollari in Baidu ottenendo il 2% della proprietà, poi ha ripiazzato le proprie quote per 60 milioni di dollari. Yahoo! è stata forse l'unica azienda a fiutare una modalità sicura per entrare nel mercato cinese: sostenere il partner locale lasciandogli il potere decisionale. Non è stato così per eBay che, pur avendo creato una joint venture con EachNet, è stato letteralmente surclassato da Alibaba. E neanche MySpace, nonostante un investimento di 580 milioni di dollari nel 2005, ha superato i successi dei locali Qzone e 51.com, con all'attivo rispettivamente 105 e 95 milioni di utenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

28/04/2011