EuroMed per arginare la Cina

Vittorio Da Rold
MILANO
«Un Europa più integrata con l'area della sponda sud del Mediterraneo è la risposta alla crescente invadenza della Cina nella regione». È un Franco Frattini a tutto tondo quello che chiamato a concludere i lavori della due giorni del Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo, trae le fila della due giorni di lavori e approfitta per delineare le linee strategiche della nostra diplomazia nell'area. Il ministro degli Esteri, riprende il concetto caro a Bruno Ermolli, presidente di Promos e padrone di casa, secondo cui «la competizione globale non è più fra Paesi ma tra aree e l'area del Mediterraneo è una di queste», per chiarire che un Europa più integrata con i paesi del sud del Mediterraneo potrà meglio rispondere alle sfide che Cina, India e da ultimo il Brasile stanno portando in Africa.
Il responsabile della Farnesina non nasconde le difficoltà presenti alla vasta platea di uomini d'affari (c'è Naguib Sawiris, presidente di Orascom Telecom Egitto; Fouad Makhzoumi della Future Pipes Industries degli Emirati Arabi Uniti e Pier Francesco Guarguaglini presidente e Ceo di Finmeccanica) e politici provenienti da 35 paesi dell'area: «La crisi di Gaza ha provocato la paralisi dell'Unione per il Mediterraneo e non c'è ancora accordo sulle co-presidenze in sede Ue», ma la vera sfida «è evitare la trappola del protezionismo e costruire un sistema di regole condiviso tra le due sponde del Mediterraneo».
«Il nostro prossimo obiettivo è quello di ripartire – ha aggiunto il ministro – cercando in ogni caso di evitare tendenze protezionistiche, attraverso un vero parternariato in cui i protagonisti si riconoscano reciprocamente e creino un sistema di regole comuni e rispettate. Questo è l'unico modo per avere un mercato Euromed». Chiaro il riferimento alla ripresa dei negoziati e alla sua conclusione del Doha Round entro il 2010 deciso al vertice del G-8 all'Aquila. Frattini non ha escluso i "macigni" politici sul tracciato di integrazione economica: «È necessario avere due Stati e due popoli (Israele e Palestina) perché i giovani devono potersi impegnare per il loro futuro e per la crescita economica del loro paese, senza dovere pensare da una parte ai missili e dall'altra ad un muro». «È necessario risolvere il problema di Cipro (di cui ricorre il 35esimo anniversario dell'invasione turca) e ribadire che la Turchia ha un futuro europeo».
«Con la nuova amministrazione americana – ha concluso Frattini– ci troviamo in una situazione in cui Ue e Usa parlano con una voce sola, bisogna cogliere questo momento magico».
Parole di speranza riprese da Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, che ha lanciato due proposte: un'universitá euro-mediterranea con scambio di studenti, docenti e ricercatori e una Fiera euro-mediterranea che coinvolga la principali manifestazioni espositive dei paesi europei e nordafrica da tenersi l'anno prossimo nello stesso periodo del Forum. La macchina si è messa in movimento.
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22/07/2009