ERGASTOLO PER ILHAM TOHTI, UE CONDANNA LA CINA

Pechino, 23 set. - Ilham Tohti, economista e intellettuale di etnia uighura, è stato condannato all'ergastolo dalla Corte Intermedia del Popolo di Urumqi, capoluogo regionale della regione autonoma dello Xinjiang, con l'accusa di "separatismo". Tohti insegnava, fino a gennaio scorso, quando è stato arrestato, all'Università delle Minoranze di Pechino. Il processo nei suoi confronti, durato due giorni, si era concluso il 18 settembre scorso. L'avvocato dell'intellettuale, Li Fangping, ha fatto sapere che Ilham Tohti "farà certamente ricorso in appello".
 
L'accusa formale nei confronti di Ilham Tohti era stata spiccata il 31 luglio scorso. Sia gli Stati Uniti che l'Unione Europea hanno manifestato negli ultimi mesi "profonda preoccupazione" per la sorte dell'accademico: il 6 agosto scorso, in un comunicato, l'Unione Europea aveva fatto pressioni alla Cina per "prestare cure mediche immediate e adeguate e rilasciarlo senza ulteriori ritardi, e assicurargli il pieno rispetto dei suoi diritti e delle sue libertà". Tohti era sospettato, secondo i riscontri delle indagini, di "stretti legami" con il Congresso Mondiale Uighuro - l'associazione che riunisce i cittadini di etnia uighura che vivono all'estero - che in questi giorni ha dedicato molta attenzione alla sorte dell'intellettuale noto per le sue posizioni critiche nei confronti delle politiche cinesi nello Xinjiang, terra d'origine degli uighuri, che parlano una lingua turcofona e sono di fede musulmana.


Forte la condanna a Pechino da parte dell'Unione Europea, secondo cui la sentenza è "completamente ingiustificata". Lo ha reso noto in un comunicato la delegazione dell'Ue in Cina. "La Ue deplora che i procedimenti di legge non siano stati rispettati - si legge nel comunicato - in particolare riguardo al diritto a una giusta difesa". Le Ue chiede "l'immediato e incondizionato rilascio" dell'intellettuale uighuro, condannato oggi da un tribunale di Urumqi, nella regione autonoma dello Xinjiang, il rilascio" di tutti i suoi sostenitori detenuti in relazione al suo caso" e il rispetto dei diritti di tutte le minoranze presenti nel Paese.

Dal maggio scorso, il governo centrale cinese ha lanciato una campagna anti-terrorismo nello Xinjiang dopo una serie di attacchi terroristici in varie località del territorio cinese attribuiti ai gruppi separatisti uighuri che chiedono l'indipendenza della regione dalla Cina. Da allora, nella regione ci sono stati centinaia di arresti a terroristi, fiancheggiatori e presunti tali, e da alcuni giorni sono comparse le prime regolamentazioni a livello regionale per contrastare efficacemente il terrorismo. L'ultimo episodio di attacco terroristico risale a domenica scorsa, quando tre esplosioni in un'area centrale della regione hanno portato alla morte di due persone e a diversi feriti.

 

23 settembre 2014


@ Riproduzione riservata