EPIDEMIA DI COLERA NASCOSTA PER 12 GIORNI

EPIDEMIA DI COLERA  NASCOSTA PER 12 GIORNI
Pechino, 6 set.- Le autorità della provincia dell'Anhui, nella Cina orientale, hanno tenuto nascosto alla popolazione lo scoppio di un'epidemia di colera per quasi due settimane, suscitando i commenti indignati dei netizens e l'ira del governo centrale di Pechino. Secondo il dipartimento provinciale della sanità sono una quarantina i contagiati e al momento non si registrano vittime, ma secondo le voci che rimbalzano di ora in ora sul web l'epidemia sarebbe più grave. "Il 16 agosto scorso il Centro per il controllo delle malattie infettive dell'Anhui ha confermato che si trattava di colera - scrive il quotidiano Beijing News in un editoriale fortemente polemico - ma il governo provinciale non ha informato i cittadini se non il 28 agosto, nascondendo loro la verità per ben 12 giorni". L'epidemia ha avuto origine dal latte di soia venduto in un negozio della città di Mengcheng: il colera, normalmente, viene provocato dalle scarse condizioni igieniche e provoca diarrea, vomito, disidratazione, e può condurre alla morte se non viene curato in tempo. "Abbiamo aspettato a diffondere la notizia perché avevamo bisogno dell'autorizzazione dei funzionari di livello superiore - si è difeso dalle pagine del Beijing News il vicedirettore del Centro malattie infettive Wang Jianjun - e inoltre, se ad ogni epidemia venisse subito lanciato un allarme, i cittadini sarebbero sistematicamente incapaci di affrontare le emergenze con lucidità"; una spiegazione che, a quanto pare, non ha convinto né la popolazione né il governo centrale, in procinto di avviare un'inchiesta.

La carenza di controlli adeguati sull'igiene e la sicurezza dei generi alimentari continua a provocare scandali in Cina: la scorsa settimana nella provincia nordoccidentale del Gansu 87 bambini sono finiti in ospedale per via di un'intossicazione provocata dallo yoghurt scaduto servito nelle mense scolastiche; sempre nell'ovest del paese, inoltre, un'azienda produttrice di oli alimentari ha ammesso la presenza di sostanze cancerogene nei suoi prodotti a cinque mesi dall'immissione sul mercato. E mentre nelle chat room e nei blog in molti dimostrano di non aver dimenticato il caso del latte alla melamina che nel 2008 causò la morte di 6 bambini e l'intossicazione di 300mila in tutta la Cina – momentaneamente insabbiato per non turbare l'atmosfera delle Olimpiadi di Pechino - la memoria di altri va ancora più indietro nel tempo: negli anni '90 un gruppo di funzionari locali corrotti acquistò e diffuse partite di sangue infetto, contagiando con il virus HIV centinaia di migliaia di contadini della provincia dello Henan.

 

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