Elkann: Fiat lavora per avere più peso sul mercato locale

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
«La Fiat è presente da anni in Cina e ha l'ambizione di svilupparsi molto in questa parte del mondo». John Elkann va dritto al cuore del problema: la casa automobilistica italiana deve aumentare il suo peso specifico sul principale mercato mondiale delle quattroruote.
«La Cina è una grandissima opportunità - ha osservato il presidente della Fiat, ieri a Shanghai a margine della cerimonia per la Festa della Repubblica che si è tenuta nel Padiglione italiano dell'Expo 2010 -. Il nostro gruppo crede molto in questo mercato e per questo motivo in passato vi ha investito molto raggiungendo una presenza importante. Ma in futuro dovremo fare di più».
Il futuro di Fiat in Cina auspicato da Elkann comincia proprio oggi a Jiading, il distretto automobilistico alle porte di Shanghai, dove Magneti Marelli inaugurerà un nuovo stabilimento, frutto della joint venture con il colosso locale dell'automotive Saic, per la produzione di componenti idraulici per il cambio automatizzato Freechoice messo a punto dalla società del gruppo Fiat.
E proseguirà nel 2012 con l'apertura di una nuova fabbrica nel Guangdong dove la Fiat, dopo quattro anni di assenza dal mercato automobilistico cinese, riprenderà a produrre i propri modelli insieme a Guangzhou Automobile Group. Gli accordi siglati un anno fa dal nuovo asse delle quattroruote Torino-Canton prevedono la costituzione di una joint venture paritetica che inizialmente produrrà una nuova versione della Linea made in China. Poi la gamma produttiva sarà gradualmente allargata anche ad altri modelli Fiat, come Bravo e Grande Punto, che saranno commercializzati sul mercato cinese con gli stessi standard europei.
Per Fiat sarà una svolta decisiva, perché le consentirà di tornare sul mercato a maggior potenziale di crescita del mondo dopo la lunga paralisi produttiva seguita al divorzio con Nanjing Automotive. Nel 2007 il gruppo italiano ruppe gli accordi con lo storico partner con cui aveva prodotto per alcuni anni la Palio. Da allora, la presenza del marchio Fiat sul mercato cinese, benché fortissimo nei veicoli commerciali (Iveco vanta una presenza radicata e capillare in tutto il paese), si è ridotta alla commercializzazione delle vetture d'importazione.
Dopo il naufragio dell'alleanza con Nanjing Automotive, i vertici di Corso Marconi si sono messi subito al lavoro per trovare un nuovo socio industriale con cui riavviare la produzione e condividere gli ambiziosi progetti di sviluppo sul mercato cinese dell'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne.
Alla fine, la scelta è caduta su Guangzhou Automobile Group, il principale costruttore di quattroruote della provincia del Guangdong, con cui Fiat aveva stretto già da tempo importanti rapporti di collaborazione. Nel 2007, infatti, quest'ultima aveva siglato un accordo per la fornitura di tecnologia motoristica con Fiat Powertrain Technologies.
Ora quella prima alleanza tattica che aveva ben funzionato dovrà funzionare anche come alleanza strategica. Sotto il profilo industriale, le premesse ci sono. Gac è una casa automobilistica solida, efficiente, tecnologicamente avanzata, che figura tra le "Grandi 8" aziende nazionali rimaste sul campo dopo la drastica ristrutturazione dell'industria automobilistica cinese varata da Pechino un paio di anni fa. Ed è anche una società molto profittevole, grazie anche alle solide relazioni che è riuscita a costruire con i grandi costruttori stranieri: da anni, infatti, è la piattaforma produttiva cinese di Honda e Toyota.
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03/06/2010