ECONOMIA PIU' CHE POLITICA, PRIORITA' DELLA CINA AL SUMMIT

di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 31 ago. - Più economia, meno politica. Per un G20 di successo, come la Cina si augura, Pechino insiste sulle questioni relative all'economia globale, più che sulle questioni politiche spinose per Pechino, a cominciare dalle dispute di sovranità nel Mare Cinese Meridionale, e dalla decisione di spiegare il Thaad, il sistema di Difesa anti-missilistico per contenere la minaccia nord-coreana, in Corea del Sud, contro cui Pechino ha espresso la propria contrarietà in diverse occasioni. La conferma era arrivata nei giorni scorsi, dal vice ministro degli Esteri cinese, Li Baodong, che aveva sottolineato che "il summit  di Hangzhou deve focalizzarsi sulle questioni economiche", lasciando da parte il resto.

Pechino ha reagito duramente alla sentenza della Corte Permanente di Arbitrato dell'Aia del 12 luglio scorso che negava ogni diritto alla Cina nel Mare Cinese Meridionale, definendo il verdetto "una farsa politica". Prima ancora, in occasione del G7 in Giappone, Pechino aveva alzato la voce per l'inserimento delle dispute sul Mare Cinese Meridionale nel comunicato del summit. Proprio al Giappone era diretto l'avvertimento di settimana scorsa di mantenere un atteggiamento "costruttivo" durante il vertice di Hangzhou: l'alto diplomatico cinese Yang JIechi, Consigliere di Stato, aveva incontrato il segretario generale alla Sicurezza di Tokyo, Shotaro Yachi, per sottolineare il "comune interesse" della seconda e della terza economia del pianeta a "cooperare per assicurare il successo del summit del G20 a Hangzhou" dei prossimi 4 e 5 settembre.

Anche le questioni relative all'economia non sono però prive di ostacoli. Cina e Unione Europea sono divise dal mancato riconoscimento della Cina, come economia di mercato da parte di Bruxelles. A dividere i due fronti è soprattuto il tema della sovrapproduzione nel settore dell'acciaio, come confermato dallo stesso Jean-Claude Juncker a luglio scorso durante una visita a Pechino: la Cina dovrà andare incontro a "dolorosi aggiustamenti" nel settore, aveva sottolineato durante una conferenza stampa lo stesso Juncker. In una lettera co-firmata assieme al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, il presidente della Commissione Europea ha ribadito nelle scorse ore l'importanza di affrontare il tema nel prossimo fine settimana a Hangzhou. Per Pechino, invece, il tema è da escludere dal summit. "Non occorrono discussioni sulla sovrapproduzione al G20", è il titolo di un lungo articolo pubblicato dal quotidiano China Daily, che esprime chiamate il punto di vista cinese sul tema: il quotidiano filo-governativo cinese cita a sostegno della tesi, il governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, secondo cui il tema deve essere discusso all'interno dei confini e non alle conferenze internazionali per "tenere lontane le tendenze al protezionismo".

Il G20 di Hangzhou potrebbe essere, invece, l'occasione per la ratifica dell'accordo sul contenimento delle emissioni da parte di Cina e Stati Uniti, secondo fonti che hanno parlato nei giorni scorsi al South China Morning Post. La lotta ai cambiamenti climatici rimane, a oggi, il punto di accordo più importante tra Cina e Stati Uniti - che assieme contano per il 38% delle emissioni globali - e già il 2 settembre prossimo, a poche ore dall'inizio del summit, scrive il quotidiano di Hong Kong, potrebbe essere finalizzata l'intesa. La Cina punta poi a un ruolo di primo piano per le questioni relative allo sviluppo: oltre ai leader delle venti maggiori economie del pianeta, saranno presenti come ospiti anche i capi di Stato di molti Paesi in via di sviluppo dell'Asia e dell'Africa, dal Kazakistan al Chad, dal Laos al Senegal, per rappresentare, come sottolineato dal portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, "la volontà di inclusione dell'incontro, con Paesi sviluppati e in via di sviluppo che siedono insieme come partner eguali".



G20: rifugiati, crescita, terrorismo e sviluppo sostenibile, i punti dell'Ue a Hangzhou

Pechino, 30 ago. - Affrontare la crisi dei rifugiati, sostenere la crescita globale, il lavoro e gli investimenti, contrastare il terrorismo e scegliere la via dello sviluppo sostenibile e la ratifica degli accordi di Parigi sul clima. Sono i punti principali da discutere al prossimo summit del G20 a Hangzhou, in Cina orientale, il 4 e 5 settembre prossimi, contenuti in una lettera firmata dal presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e dal presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, diffusa dalla delegazione diplomatica dell'Ue a Pechino. La priorità, per Juncker e Tusk, è quella di "una risposta globale complessiva per condividere la responsabilità della crisi senza precedenti dei rifugiati e dei migranti e le sue cause".

Al secondo posto, nelle preoccupazioni europee ci sono le incertezze dell'economia globale, nonostante la ripresa dopo la crisi finanziaria globale. L'Ue sottolinea "l'importanza di una narrazione credibile per una crescita sostenibile e inclusiva" attraverso "tutte le misure possibili, monetarie, fiscali e strutturali", come stabilito anche nel corso dell'ultimo g20 finanziario, di Chengdu, nel sud-ovest della Cina, del 23 e 24 luglio scorsi. "Dobbiamo rimanere uniti nel combattere i finanziamenti al terrorismo", continua poi la lettera di Juncker e Tusk. "Il G20 ha già fatto passi importanti in questa direzione e deve continuare lungo questa strada".

Sul piano finanziario, l'Ue chiede ai Paesi del G20 di impegnarsi nelle riforme di regolamentazione finanziaria e di impegnarsi nelle aperture nel settore del commercio e degli investimenti. "Questo significa rinvigorire gli sforzi per aprire i mercati e mettere nelle stesse condizioni" tutti gli operatori, sia interni che stranieri. Il G20 ha poi la responsabilità di fornire una guida per la "futura agenda del commercio e degli investimenti globale. L'impegno a resistere al protezionismo non deve essere solo rinnovato", si sottolinea nella lettera, "ma rinforzato nella pratica", e per contrastare la sovrapproduzione nell'industria, con particolare riferimento al comparto dell'acciaio, occorre "un'azione urgente ed efficace".

Infine, Juncker e Tusk chiedono al G20 di sostenere gli impegni nella lotta alla povertà contenuti nell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e la ratifica e l'attuazione dell'accordo raggiunto lo scorso anno sul Clima durante la Conferenza di Parigi. In conclusione, i leader europei, si augurano che il prossimo G20 di Hangzhou possa essere "una pietra miliare nel rafforzare la ripresa economica globale".

 

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