E con l'India si moltiplicano i commerci

India e Cina puntano a portare a 100 miliardi di dollari il proprio interscambio commerciale nel giro di 5 anni. L'ambizioso obiettivo è stato annunciato ieri, nel corso della seconda giornata della visita indiana del primo ministro cinese Wen Jiabao. Per raggiungerlo i due paesi non s'imbarcheranno, almeno in tempi brevi, nella negoziazione di un free trade agreement che finirebbe per favorire in maniera schiacciante Pechino e accrescere ulteriormente il disavanzo commerciale indiano. Ma tenteranno piuttosto di puntare su investimenti e miglioramento dell'accesso al credito, anche se i dettagli di come i due sistemi bancari interagiranno per il momento restano vaghi.
L'obiettivo fissato ieri è tutto sommato in linea con quanto è stato ottenuto nell'ultimo decennio durante il quale l'interscambio è passato a velocità fenomenale da tre a sessanta miliardi di dollari, un traguardo che sarà quasi certamente raggiunto entro il 31 marzo del 2011, quando si chiuderà l'anno fiscale indiano. Nei primi 10 mesi del 2010 la Cina ha esportato verso l'India beni per 32,87 miliardi di dollari contro solo 17 miliardi spostatisi nella direzione opposta. Un boom che ha fatto di Pechino il primo partner commerciale di New Delhi nonostante una serie di spinose questioni politiche che continuano a frapporsi alla normalizzazione dei rapporti dopo la guerra del 1962.
Proprio riferendosi alle contese territoriali, ieri Wen ha parlato di «eredità lasciata dalla storia» a entrambi i governi, aggiungendo che ci vorranno «pazienza e parecchio tempo» prima di trovare soluzioni condivise. L'altro terreno su cui i primi ministri dei due paesi si sono ripromessi di tornare a discutere è quello delle risorse idriche, soprattutto per le paure di New Delhi che i progetti idroelettrici cinesi sul fiume Brahamaputra finiscano per lasciare senz'acqua le regioni indiane che si trovano a valle.
Per comprendere quanti e quali saranno i margini di crescita una volta superata la diffidenza reciproca è sufficiente pensare che oggi India e Cina producono quasi il 10% del Pil mondiale, ma a livello bilaterale valgono solo lo 0,3% degli scambi.
Uno degli obiettivi da perseguire nei prossimi anni, assieme al raggiungimento del target dei 100 miliardi, sarà quello di ridurre progressivamente il disavanzo commerciale indiano che nel 2009 ha sfiorato i 19 miliardi di dollari. Un'impresa non semplice, per il coronamento della quale Wen ha promesso in futuro una maggiore apertura del mercato cinese alle aziende indiane che operano nei settori farmaceutico, agricolo e dell'information technology.
Per il momento la prima voce dell'export indiano verso la Cina restano i minerali ferrosi impiegati nell'industria siderurgica. Mentre le merci che viaggiano nella direzione opposta sono nella maggior parte dei casi beni a più alto valore aggiunto. Un trend che almeno sul breve periodo non sarà facile invertire e che ha trovato conferma anche negli ultimi due giorni con l'annuncio di decine di accordi commerciali e finanziari tra i due paesi. Delle cinque operazioni più corpose, ben quattro consistono nella vendita a società indiane di macchinari made in China per la generazione di energia elettrica.
Tra gli obiettivi dei due paesi c'è anche quello di accrescere gli investimenti diretti. Wen ha spiegato che India e Cina negli ultimi anni hanno ricevuto più Foreign direct investment di qualunque altro paese al mondo, ma che i flussi tra i due colossi asiatici sono stati inferiori alle aspettative, stimando in 700 milioni di dollari annui il gap. Un dato che traspare con grande chiarezza dalle statistiche relative al 2009, quando Pechino ha investito in India solo 221 milioni di dollari, equivalenti allo 0,1% del totale dei suoi Fdi e a un settimo di quanto investito nello stesso arco di tempo un paese sì alleato, ma instabile quanto pochi altri, come il Pakistan.
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NELL'ENERGIA

Gli accordi
L'indiana Reliance Power acquista macchine nel settore dell'energia per 8,3 miliardi di dollari da Shanghai Electric Group
L'indiana Adani Group compra equipaggiamenti (settore energia) per 3,6 miliardi da Sepco e Shandong
L'indiana Abhijeet Projects acquista equipaggiamenti (energia) per 2,5 miliardi di dollari da Dofang Electric
La cinese Huawei investe 2 miliardi di dollari in 5 anni per un centro ricerche a Bangalore e uno stabilimento a Chennai
L'indiana Srm Energy sigla accordo da 1,4 miliardi di dollari con China Datang per farsi costruire una centrale termoelettrica da 2000MW

17/12/2010