E-COMMERCE: NEL 2010 BUSINESS DA 1.500 MILIARDI

E-COMMERCE: NEL 2010 BUSINESS DA 1.500 MILIARDI

Pechino, 13 ott. - La voce autorevole di Liu Junsheng, capo dell'APEC E-Commerce Business Alliance e direttore generale del China International Electronic Commerce Center, sostiene che l'industria dell'e-commerce in Cina realizzerà  nel 2010 un valore commerciale di 1.500 miliardi di euro. L'industria dell'e-commerce - che nel 2002 aveva un fatturato di 180,9 miliardi di yuan - conosce un trend positivo inarrestabile dal 2006, anno in cui ha iniziato una crescita superiore al 70% annuo. Facciamo un passo indietro. Secondo l'ultimo rapporto del CNIIC (China Internet Network Information Center), alla fine del 2008 il numero degli internauti cinesi era pari a 298 milioni (+ 42% rispetto all'anno precedente, con proiezioni di crescita futura). Di questi, 117 milioni (+ 133% rispetto al 2007) sono risultati frequentatori della rete tramite cellulare. L'arrivo sul mercato dei telefonini di terza generazione annunciato per il 2011 lascia presupporre un ulteriore boom di accessi alla rete. Già  nel 2007, il Data Center of the China Internet (DCCI) aveva reso noti gli altissimi tassi di crescita (all'epoca + 50%) della pubblicità in rete, correlandoli in parte alle attività promozionali pre-Olimpiche e in parte a quelle delle industrie. A questi dati e stime, si aggiunge l'odierna affermazione di Liu Junsheng. Il settore ha compiuto enormi progressi su aspetti quali la sicurezza dei pagamenti on-line e la salvaguardia dei dati personali. Da questi dati si deduce l'enorme potenzialità  del web e del consumatore cinese. Mentre la crisi imperversa nelle economie dei paesi occidentali, il Dragone non smette di fare acquisti e si avvale del mezzo informatico per massimizzare e semplificare il proprio shopping. Il suggerimento è diretto ai grandi brand internazionali, desiderosi di aumentare i profitti nel paese di centro. Un'attenta e ponderata strategia di marketing - non solo, ma anche per il web - potrebbe ingrossare le loro entrate. Un'ultima raccomandazione: poiché il cliente cinese é "risparmiatore, oculato e diffidente" e scarsa è la sua fedeltà al marchio, è bene investire anche sulla qualità  del prodotto. Come spiega Sam Flemming, amministratore delegato e fondatore della CIC (prima compagnia di consulting a produrre
delle ricerche sull'efficacia del passaparola via internet in Cina) "il 91% dei navigatori cinesi cita la rete come il mezzo preferito per rimanere informati sulle potenzialità  di un prodotto dopo l'acquisto". La proporzionalità diretta tra i commenti positivi apparsi nei forum di consumatori online e la crescita delle vendite di un prodotto è confermata inoltre da uno studio della London School of Economics.