Dieci star emergenti a basso rischio

PAGINA A CURA DI
Marco Ratti
Le vicende del Nordafrica hanno spaventato parecchi imprenditori italiani. In poche settimane è cambiato tutto e chi aveva fatto investimenti in uno dei Paesi coinvolti dalle rivolte aspetta che la situazione torni alla normalità. Eppure non è la fine di un sogno: guardare oltreconfine resta un'opzione valida. E necessaria. «Puntare sempre più lontano è una scelta obbligata per tutte le imprese» taglia corto Alessandro Terzulli, responsabile dell'Ufficio studi della Sace, uno dei maggiori gruppi assicurativo-finanziari italiani. E tra le mete a cui guardare non ci sono solo i soliti noti del Bric (Brasile, Russia, India e Cina). «Ci sono mercati emergenti ormai avanzati - dice Terzulli - che si stanno affermando come promettenti e capaci di stimolare la domanda».
Così Sace ha provato a individuare un elenco di Stati con queste caratteristiche: buona crescita dell'economia nazionale e un quadro positivo della domanda; previsione di aumento dei rapporti commerciali con l'Italia; un rischio Paese non troppo elevato, valutato in base a fattori politici, economici, finanziari, operativi. Il risultato è un panorama di possibilità concrete che va dall'Asia all'America Latina, passando per Medio e Vicino Oriente e Africa. Idee d'investimento che non sono certo rivolte solo a società di grossa taglia. Secondo Paolo Preti, docente di Organizzazione delle piccole e medie imprese dell'Università Bocconi, «c'è una vocazione naturale delle nostre Pmi ad andare all'estero e i mercati emergenti sono un'ottima opportunità di sviluppo, uno sbocco di mercato per chi opera in un settore in cui la domanda interna è in contrazione».
Ad ascoltare i racconti dell'Istituto nazionale per il commercio estero, del resto, gli imprenditori italiani si incontrano dappertutto. «Lo scorso 1° marzo, alla presenza del sultano dello Stato di Pahang - dice Andrea Ambra, direttore dell'ufficio Ice di Kuala Lumpur, in Malesia - è stata posta la prima pietra della diga Ulu Jelay e la Salini costruzioni si è aggiudicata l'intero lotto dei lavori per la costruzione della diga e della centrale elettrica». Si tratta di un progetto da circa 550 milioni di euro. E la Malesia non è certo l'unico Paese interessante della zona. Secondo Terzulli, per esempio, la Corea del Sud rappresenta un ottimo mix quanto a rischio Paese ridotto e buone opportunità. «Vera nuova tigre asiatica e best performer dell'area, con una crescita del 6% - ricorda il numero uno dell'Ufficio studi - è però l'Indonesia». Anche perché si tratta di «un'economia strategica per la sua posizione, a ridosso di tre mondi diversi, come Giappone, Cina e Australia», sottolinea Morgan Moras, direttore tecnico della Morgan&Morgan di Conegliano Veneto (Treviso), società di consulenza, analisi, gestione dei rischi e broker assicurativo.
Spostandosi più a ovest, vale la pena di soffermarsi sul Qatar. Si tratta dell'economia mediorientale con le migliori prospettive per il 2011, con il Pil destinato a sfiorare il 16% di crescita. Un risultato che sarà raggiunto, secondo Terzulli, «grazie a un quadro politico solido e stabile, un sistema bancario profittevole e ben capitalizzato, un'economia in forte crescita, diversificata e trainata dal settore energetico». Inoltre, ricorda il direttore dell'ufficio Ice di Dubai, Francesco Alfonsi, "il Qatar si propone sempre di più come piazza per eventi internazionali, a partire dai campionati mondiali di calcio del 2022».
Discorso diverso per l'Africa, dove serve cautela. In tutto il continente, Moras punterebbe solo sul Sudafrica: «È uno Stato legato al sistema anglosassone e abbiamo clienti che fanno buoni affari vendendo macchinari ad alta tecnologia o investendo nella ricerca di vini pregiati». Altri due settori interessanti, secondo il direttore Ice di Johannesburg, Sergio La Verghetta, sono quelli delle energie rinnovabili e della gestione dei rifiuti. Per La Verghetta, inoltre, c'è qualche possibilità in Kenya, dove vanno forte il turismo e l'alimentare e dove si trova un sistema finanziario dinamico.
In questo viaggio alla scoperta del "mondo emergente", infine, non può mancare l'America Latina. «Colombia, Cile e Perù - sostiene il direttore tecnico della società di Conegliano - stanno strizzando l'occhio ai Paesi Ocse e i primi che arriveranno faranno i migliori affari". Nel dettaglio, Moras sostiene che il Cile sia interessante per chi opera nell'alimentare, soprattutto con il vino, mentre in Colombia è meglio concentrarsi sulla frutta. Ad ogni modo, si tratta in tutti e tre i casi di economie sane, "uscite indenni dalla tempesta finanziaria", ricorda Terzulli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



I settori in evidenza e le testimonianze dei direttori dell'Ice

COREA DEL SUD

È la quarta potenza economica dell'Asia dopo Giappone, Cina e India. Su 227 Paesi è al 14esimo posto per maggior potere d'acquisto. È un Paese tecnologicamente avanzato, con una rete di infrastrutture efficiente. I prodotti italiani più importati sono macchinari, pelletteria, apparecchi elettrici. Dall'Italia importamo navi, apparecchi elettrici, ferro e acciaio.
Guglielmo Galli,
direttore Ice Seul


MALESIA

La crisi non ha Sfiorato il Paese, che nel 2010 è cresciuto a un ritmo del 7,1% (+6% nel 2011). Da aprile il governo ha eliminato i dazi su oltre 300 prodotti, dall'abbigliamento alle calzature. L'apprezzamento della moneta - il ringgit - (+ 20% in breve tempo) - è stata più che compensata dall'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi e delle commodities, che rappresentano oltre il 30% dell'export malese.
Andrea Ambra,
direttore Ice Kuala Lumpur



INDONESIA

Dal 2004 l'economia cresce a tassi del 5% mentre l'industria segna rialzi superiori al 40%. Settori dinamici sono trasporti e tlc, commercio, turismo (alberghi e ristoranti) e costruzioni. Esiste un grande mercato interno (240 milioni di abitanti). Il paese è ricco di risorse naturali, ha buone infrastrutture. Da segnalare basso costo della manodopera e regime fiscale contenuto.
Massimiliano Sponzilli,
direttore Ice Singapore


COLOMBIA

Il paese prevede meccanismi per attirare l'investitore estero. Lo schema prevede l'importazione temporale in Colombia, con l'esenzione di dazi doganali e Iva, di macchinari e materie prime per la produzione di beni destinati all'export. Inoltre esistono zone franche, dove le imprese sono esenti anche dal pagamento dell'imposta sul reddito e dalle tasse supplementari sulle attività industriali esistenti.
Alfredo Giorgi,
direttore Ice Caracas



CILE

Dal 2010 è ufficialmente il 31esimo membro dell'Ocse, a conferma del riconoscimento di 20 anni di riforme. I settori per i quali l'offerta italiana rappresenta un riferimento sono: agro-industriale, alta tecnologia e biotecnologia, tutela ambientale, turismo, aerospaziale e astronomia, tecnologie informatiche e per le tlc, infrastrutture ed energia.

Giuseppe Manenti,
direttore Ice Santiago



PERU'

Il Paese vive da 9 anni una crescita continua (nel 2010 Pil a +8,8%) grazie al recupero della domanda interna ed estera e ai maggiori investimenti privati. I settori più interessanti sono: costruzioni, edilizia e quello che ci ruota intorno, come i materiali per la costruzione e l'arredo. Da tenere d'occhio l'offerta di macchinari, visto che è evoluta nel tempo e oggi i fornitori devono offrire anche servizi innovativi, pezzi di ricambio, assistenza tecnica e altro

Rossella Evangelisti,
direttore Ice Lima



TURCHIA

L'Italia è al 5° posto tra i paesi partner, Russia, Germania, Cina e Stati Uniti, con un interscambio pari a 1,4 miliardi di dollari (+22,25%). Oltre al settore dei trasporti e delle costruzioni, il paese sta investendo molto nelle reti legate all'esportazione di idrocarburi provenienti da Oriente. La nostra quota di mercato sul totale generale importato è pari al 5,5%, sostenuta soprattutto dalle forniture di impianti, macchinari e tecnologia
Ice Istanbul e Sace



QATAR

Il Pil parla da solo: crescita a due cifra per due anni consecutivi (+10,4% nel 2010, +15,8% la stima 2011) e un prodotto procapite tra i più alti al mondo (oltre 66 mila dollari). I settori d'investimento più interessanti per le aziende italiane sono i derivati del petrolio, le costruzioni (macchinari e materiali), i beni di consumo di lusso, le attrezzature alberghiere e la protezione ambientale (trattamento acque).
Francesco Alfonsi,
direttore Ice Dubai



SUDAFRICA

Il Governo intende creare 900mila posti di lavoro nei prossimi tre anni e prevede una crescita del Pil sopra il 4% dal 2012 al 2014. Uno dei settori di investimento più interessanti è quello delle energie rinnovabili. Prospettive anche nella gestione dei rifiuti, visto che inizia a diffondersi una certa sensibilità verso questi temi. I settori in maggiore crescita sono quello minerario, l'alimentare, le infrastrutture e il commercio.
Sergio La Verghetta,
direttore Ice Johannesburg



KENYA

Dopo i disordini del 2007 l'economia è in ripresa (Pil previsto nel 2011 a +5,8%). Il Paese è entrato a far parte del mercato comune dell'East African Community. I principali settori con un buon andamento sono il turismo (+40% rispetto al record del 2007), l'alimentare, con l'export del tè trainato da India e Cina e l'Ict. Il sistema finanziario keniota è il più complesso e dinamico dell'area e il 40% usa servizi finanziari.

14/03/2011