DICEMBRE: SPRINT FINALE DELLE ESPORTAZIONI

DICEMBRE: SPRINT FINALE DELLE ESPORTAZIONI

Pechino, 11 gen. - L'export cinese ruggisce nel mese di dicembre: secondo i dati ufficiali della Dogana resi noti ieri dalla tv di Stato CCTV, nel mese scorso le esportazioni hanno registrato un incremento del 17.7% rispetto allo stesso periodo del 2008, toccando quota 130.7 miliardi di dollari e totalizzando così 1200 miliardi di dollari nell'anno appena chiuso. Il risultato di dicembre interrompe una serie negativa di 13 mesi, nel corso dei quali – a causa dello scoppio della crisi globale – le esportazioni del Dragone erano state sistematicamente contraddistinte dal segno meno. Le statistiche confermano così lo status di gigante dell'export dell'economia cinese che, secondo un raffronto con i dati tedeschi diffusi la settimana scorsa, ha scalzato la Germania dal podio diventando il primo esportatore del mondo per l'anno 2009: laddove nel periodo gennaio-novembre Berlino ha esportato beni per un totale di 1050 miliardi di dollari, infatti, Pechino ha raggiunto quota 1070 miliardi. Ma se il sorpasso sulla Germania era stato largamente anticipato – ad esempio dalle dichiarazioni rese nel dicembre scorso dal vice ministro del Commercio Zhong Shan – e attende peraltro una scontata conferma con la pubblicazione dei dati del prossimo febbraio, anche i numeri sulle importazioni mostrano diversi segnali di ripresa, in particolare sul fronte di petrolio, ferro e rame: le statistiche ufficiali indicano infatti un +55.9% dell'import rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (112.3 miliardi di dollari), una cifra che porta il surplus commerciale cinese giù del 4% se confrontato con il mese di novembre, contro tutte le proiezioni che ipotizzavano invece un +3%. Gl'indicatori dell'Amministrazione Generale delle Dogane di Pechino evidenziano così un 2009 che per la Cina si chiude con un –16% sulle esportazioni (1200 miliardi di dollari) e un –11.2% sul versante dell'import (1010 miliardi di dollari). Il surplus commerciale totale è sceso del 34.2% a quota 196.1 miliardi di dollari.