Devastante terremoto in Cina: 600 morti e oltre 10mila feriti

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Due anni dopo il devastante terremoto del Sichuan, la terra torna a tremare nel cuore della Cina. Ieri mattina, poco prima delle otto, un sisma di grado 7,1 sulla scala Richter ha colpito il Qinghai, una grande provincia del centro-ovest del paese.
A tarda sera, mentre ancora si scavava tra le macerie, i morti accertati erano 589, i feriti oltre 10mila. Un bilancio destinato a salire con il passare delle ore, dato che molti centri abitati si trovano in zone impervie che non sono state ancora raggiunte dai soccorsi.
L'epicentro del sisma è stato localizzato nella prefettura di Yushu, nella zona centro-orientale del Qinghai che appartiene geograficamente al plateau tibetano. Jiegu, città a 50 chilometri dall'epicentro, è stata la più colpita. Il centro abitato è stato quasi interamente raso al suolo. La scossa ha distrutto circa il 90% degli edifici, perlopiù costruzioni basse di legno. Anche i palazzi in cemento sono stati danneggiati.
Per prestare soccorso ai numerosi feriti e per estrarre i superstiti dalle macerie si sono messi subito al lavoro un migliaio di soldati più altri 5mila uomini tra medici, squadre di civili e volontari ma i soccorsi si svolgono in condizioni molto difficili perché molti villaggi sono rimasti isolati dalle frane e dai crolli delle strade.
Come accadde due anni fa nel Sichuan, quando i morti furono 80mila, anche questa volta il sisma ha danneggiato una diga le cui acque ora minacciano la valle sottostante. Purtroppo, per via dell'ora del terremoto, c'è un'altra triste analogia con il terremoto del maggio 2008: tra le vittime ci sarebbero parecchi studenti. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto nelle strade i corpi senza vita di bambini e adolescenti. Il Dalai Lama, originario della provincia, ha inviato le sue condiglianze alle popolazioni colpite.
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15/04/2010