D.: buongiorno, io ho una pasticceria cioccolateria di medie dimensioni ecco vorrei esportare verso la cina,il problema e che il mio prodotto e ottimo se si puo chiamare problema,cioe e caro io vorrei sapere se si puo esportare come conse

R.: il mercato dei dolci in Cina e' molto interessante ed ha potenzialità di crescita notevoli: in particolare, il mercato cinese del cioccolato è il secondo in termini di volumi al mondo, preceduto solo da quello degli Stati Uniti ed attualmente diversi marchi stranieri detengono una ampia quota dei consumi interni. Nel 2007 il valore totale delle importazioni cinesi di cioccolato e' stato di 78,4 milioni di USD, in crescita rispetto all'anno precedente del 15,97%. Nella classifica dei paesi fornitori l'Italia e' saldamente al primo posto con una quota di mercato del 33,2% ed un valore di vendite di 26,04 milioni di USD.

Accerchiati dai marchi stranieri, i marchi cinesi stanno cercando di migliorare i propri prodotti in termini di qualità e promozione del prodotto. Attualmente, la capacità produttiva annua supera le 100.000 ton. ed il consumo pro-capite è pari solo all'1% della media del consumo pro-capite mondiale. Da parte dei produttori cinesi rimangono ancora numerosi problemi da risolvere: manca infatti una vasta gamma di marchi e di tipi di cioccolato, le imprese impiegano macchinari obsoleti, mancano le infrastrutture ausiliarie ed e' carente anche la cultura della ricerca e dell'innovazione. Per questo a partire dagli anni '90 molti produttori esteri di cioccolato hanno fatto il loro ingresso in Cina, conquistando in breve tempo il controllo dell'intero mercato di fascia media e medio-alta.

In Cina esistono oggi tre tipi di cioccolato per altrettanti gruppi di consumatori:
1) Cioccolato importato: alta qualità e gusto speciale, fascia alta di consumatori (Ferrero fa parte di questa categoria, ha prezzi piuttosto alti ed è la prima scelta per regali)
2) Cioccolato prodotto da joint-ventures: prezzi moderati, buon sapore, packaging accattivante, fascia media di consumatori, soprattutto giovani che vengono conquistati dalla promozione commerciale (si tratta essenzialmente di marchi come Dove, Cadbury, Kisses, M&M, Kit-Kat che detengono la maggioranza del mercato)
3) Cioccolato cinese: fortemente svantaggiato sul mercato per via della forte competizione dei marchi stranieri, tratta un mercato medio-basso, ha qualità medio-bassa e prezzi economici.

In seguito ad una ricerca effettuata in 20 grandi città tra cui Pechino, Shanghai e Chengdu risulta che il cioccolato viene consumato dal 30%-60% della popolazione. I teenager sono i consumatori più accaniti, seguono gli adulti tra i 15-24 anni; gli adulti oltre i 35 anni comprano il cioccolato per i figli.

Al fine di esportare cioccolata in Cina, e' necessario che i prodotti vengano registrati e, generalmente, occorre produrre i seguenti documenti:
- Business licence del Produttore (italiano) e dell' Importatore (cinese)
- Certificato di Origine
- Flowchart del processo di lavorazione
- Certificato sanitario del prodotto
- Campionature del prodotto per testing (almeno 3)
- Scansione delle etichette (10 copie)

L'approvazione e la registrazione delle etichette (di obbligo in lingua cinese) viene effettuata presso l'AQSIQ (General Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine of the People's Republic of China); generalmente le procedure vengono avviate dall'importatore cinese.

Le etichette cinesi devono riportare almeno le seguenti voci:
- marchio
- denominazione esatta del prodotto
- peso netto
- composizione degli ingredienti
- composizione degli elementi nutritivi
- data di produzione
- scadenza
- paese o regione di provenienza
- nominativo e indirizzo dell'importatore/distributore

Le segnalo che, nella nostra esperienza, lo sdoganamento dei prodotti alimentari in Cina può richiedere tempi lunghi: quindi, esportare prodotti facilmente deperibili può essere un rischio in caso di imprevisti nelle procedure di sdoganamento.