CROLLA IL COMMERCIO, RISCHIO DEFLAZIONE

CROLLA IL COMMERCIO, RISCHIO DEFLAZIONE

La Cina è a rischio deflazione? L'allarme su una possibile spirale negativa generata dal calo della domanda di beni e servizi viene lanciato da Lu Lei, economista dell'influente settimanale Caijing e professore presso l'Istituto di Finanza del Guangdong. Secondo Lu, importazioni ed esportazioni sono l'indicatore chiave per capire quando l'economia cinese sarà in grado di uscire dalla stagnazione e scrollarsi di dosso l'ombra della deflazione:  secondo i dati ufficiali, però, nel primo trimestre esse sono scese rispettivamente del 19.7% e del 30.8%, segnando così i primi risultati negativi a due cifre dal 1993. "Il futuro della crescita economica del paese è incerto, a causa dell'impatto di questi dati su tutti gli investimenti a medio e lungo termine" scrive l'economista. "È un fatto che al calo dell'import-export, iniziato nel novembre scorso, sia seguita una diminuzione degli investimenti di magazzino e di quelli nelle immobilizzazioni, confermata anche dal calo del valore aggiunto della produzione industriale. Questo crollo del commercio sta anche diluendo l'effetto delle misure straordinarie del governo per stimolare l'economia, come ad esempio il massiccio aumento delle spese in infrastrutture. Anche la produzione industriale sta rallentando, mentre continuano a scendere i costi di capitale, terra e lavoro: tutti elementi che potrebbero condurre a un ciclo deflattivo" ha concluso lo studioso, senza avanzare ulteriori previsioni su quando la deflazione potrebbe colpire la Cina. Caijing è un mensile che si è sempre distinto per le sue posizioni controcorrente nei confronti dell'establishment economico: spesso i consigli del think-tank di studiosi che lo sostiene sono stati poi adottati dal governo cinese.