CRISI: HU, VOGLIAMO EUROZONA STABILE

Pechino, 2 nov. - "La Cina desidera sinceramente stabilità per l'eurozona e l'euro". Lo ha dichiarato il presidente cinese, Hu Jintao, durante un'intervista a Le Figaro. "I recenti Consigli Europei hanno adottato nuove idee e misure per affrontare la crisi, il che mostra che gli europei lavoreranno insieme per trovare una soluzione - ha affermato Hu - Speriamo che queste misure consentano all'Europa di stabilizzare il mercato, superare le difficoltà attuali e promuovere la ripresa e la crescita".

 

L'Europa sta corteggiando Pechino perché diriga i suoi investimenti verso il vecchio continente e puntelli i paesi con i conti più a rischi. Ma la superpotenza asiatica, pur manifestando delle aperture, non ha ancora dato segnali concreti. Hu spera che il vertice del G20 vedrà "lo sviluppo dello spirito di solidarietà e cooperazione a beneficio di tutti i membri del gruppo", e che questi ultimi "continueranno a cooperare rafforzando il coordinamento nelle politiche macroeconomiche, mandando chiari messaggi di solidarietà per affrontare le maggiori sfide dell'economia mondiale".

 

Il Presidente cinese ha affermato che il suo paese continuerà a stimolare la crescita globale, anche attraverso i consumi interni e le importazioni. "La Cina sta accelerando i cambiamenti del suo modello di sviluppo, ristrutturando l'economia, stabilendo un meccanismo di crescita stabile della domanda interna a favore di una crescita trainata da consumi, investimenti ed esportazioni", ha dichiarato. "Il surplus commerciale ha costituito solo il 3,2% del PIL nel 2010, in confronto al 7,5% del 2007. Per i prossimi cinque anni, la Cina manterrà alta la crescita dei consumi, con un totale di importazioni stimate a oltre 8mila miliardi di dollari; un grande contributo dell'economia cinese a quella mondiale".

 

Hu ha richiesto al G20 di continuare a monitorare le "disuguaglianze tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo". "Il contributo dei paesi emergenti alla crescita e alla ripresa economica globale deve essere considerato in maniera oggettiva e equa, e le preoccupazioni di questi paesi devono essere prese in considerazione, la loro rappresentanza negli organismi economici mondiali deve essere incrementata".

 

Nel frattempo, anche il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hong Lei ha dichiarato che la Cina spera che l'Europa si atterrà al piano di salvataggio stabilito la scorsa settimana per cercare di salvare l'eurozona da un peggioramento della crisi del debito. I mercati mondiali sono crollati dopo l'annuncio shock che Atene terrà un referendum sull'accordo; su questo futuro incerto si aprirà giovedì il vertice del G20. Hong Lei ha dichiarato che la Cina ha "preso nota" dell'annuncio del referendum greco, aggiungendo inoltre che "spera che l'Europa possa rendere effettivo il piano per risolvere la crisi". L'Agenzia di stampa ufficiale Xinhua è andata oltre, chiedendo ai leader dell'UE di persuadere la Grecia ad "abbandonare l'idea del referendum" o di aiutarla a trovare una "soluzione migliore per il loro imbarazzo politico". Ha inoltre dichiarato che "sforzi immediati devono essere compiuti per prevenire l'abbandono del piano di salvataggio".

 

"Non c'è un accordo specifico con la Cina, e non mi aspetto di raggiungerlo oggi": il giorno dopo l'accordo dell'ultimo minuto tra i leader dell'Eurozona per evitare il contagio della crisi, il direttore del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFSF) Klaus Regling è volato a Pechino, per una serie di incontri con i funzionari della Banca centrale cinese e del ministero delle Finanze.

 

"Si tratta di incontri di routine, fissati da tempo" ha dichiarato più volte Regling nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella mattinata di venerdì nella capitale cinese. "La Cina è un acquirente regolare dei bond emessi dal fondo di stabilità, e tutti sappiamo che Pechino ha un particolare bisogno di investire i suoi surplus. Attualmente i bond sono l'unico veicolo di investimento, ma stiamo svillupando nuovi strumenti per attrarre gli investitori, e voglio sentire altri pareri su come il fondo potrebbe strutturare tali proposte".



 

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