CRI LANCIA ON LINE IL CINEMA CINESE

CRI LANCIA ON LINE  IL CINEMA CINESE

Roma, 17 dic. – "Ieri Marco Polo oggi CRI". La conoscenza della Cina contemporanea passa  attraverso Radio Cina Internazionale (CRI) e la sua ultima iniziativa: un sito web che offre il meglio del cinema nazionale. E come tappa iniziale del tour promozionale europeo di "chinesefilm.cn", CRI ha scelto l'Italia e, in particolare, Roma dove venerdì mattina si è tenuta la cerimonia ufficiale dell'apertura della "Settimana online del cinema cinese in Italia", organizzata dall'emittente radiofonico insieme all'Ambasciata della Repubblica popolare cinese in Italia, alla Direzione del cinema dell'amministrazione statale cinese della radio, cinema e tv, e alla Fondazione Italia-Cina. Presenti alla cerimonia l'ambasciatore cinese in Italia Ding Wei, il presidente della Fondazione Italia Cesare Romiti e il direttore di CRI Wang Gengnian.

 

L'iniziativa si inserisce nel fitto calendario di eventi che quest'anno vedono Cina e Italia lavorare fianco a fianco per l'anno della cultura cinese in Italia. Ma il 2010 è anche l'anno del 40° anniversario dell'allacciamento dei rapporti diplomatici tra i due Paesi e il 50° anno delle trasmissioni di Radio Cina Internazionale in lingua italiana. Oggi, oltre ai notiziari e alle pagine di commento, CRI offre in italiano rubriche fisse come "Zoom sull'economia", "Viaggio in Cina" e "Appuntamento alla casa da tè".Il primo giugno 2002 è stato ufficialmente attivato il sito web in italiano di CRI.

 

E' passato più di un secolo dalla produzione del primo film-documentario cinese "Il monte Dingjun", un'antologia di brani dall'opera omonima interpretata dall'attore Tan Xinpei, che fu proiettato per la prima volta a Pechino nel 1905. Dal grande schermo al monitor, oggi internet rappresenta per molti cineasti il canale preferito tramite cui guardare film. Ed è Radio Cina Internazionale ad aver risposto a queste richieste con il lancio, avvenuto il 23 marzo di quest'anno, di una piattaforma che offre a tutti gli affezionati un ricco database di produzioni Made in China.

 

Cinque i film visibili sul sito web della Fondazione Italia Cina scelti per rappresentare il Paese di Mezzo durante la "Settimana online del cinema cinese in Italia" tra i quali "Mei Lanfang" di Chen Kaige che racconta la vita di un celebre maestro dell'Opera di Pechino; "Quei giorni di sole negli hutong" di An Zhanjun, uno spaccato di vita quotidiana di gente comune; "Nozze di campagna" di Yang Lixin che narra le vicende amorose di alcuni contadini nella Cina contemporanea.  "Il cinema non è solo una gemma della cultura, ma anche un'opportunità di reciproco scambio e conoscenza tra Paesi diversi" ha osservato Wang Gengnian. "Ed è proprio grazie ai film che molti cinesi hanno avuto modo di apprezzare l'Italia" ha poi aggiunto.

 

Un punto su cui è tornato anche l'ambasciatore Ding Wei secondo cui Hollywood è la dimostrazione di come il grande schermo sia uno degli strumenti più efficaci per 'esportare' e 'importare' la conoscenza di un Paese. Una opportunità che sia l'Italia che la Cina sembrano già aver colto più volte in passato: "'Vacanze romane' e 'La vita è bella' sono tra i film stranieri più popolari in Cina, così come 'Lanterne rosse' di Zhang Yimou si classifica tra i film cinesi più apprezzati dagli italiani"  spiega Ding Wei.

 

Ma l'ambasciatore cinese si è detto doppiamente soddisfatto in quanto "la manifestazione non riguarda solo il cinema, ma anche l'insegnamento della lingua cinese". E' la lingua, infatti, il principale canale di comunicazione tra culture diverse: è la chiave "per intensificare e approfondire la conoscenza reciproca - ha osservato Ding – che rispecchia la percezione che un popolo ha della natura e del resto del mondo". Ed è proprio allo scopo di avvicinare ancora di più l'Italia e la Cina che nasce l'Aula radiofonica Confucio CRI-UnItalia, il cui accordo è stato firmato al termine della cerimonia dal direttore di CRI Wang Gengnian e il presidente della Fondazione Italia-Cina Cesare Romiti che ha promosso il Progetto UnItalia come "una risposta pratica all'interesse dimostrato negli ultimi anni sia dal Governo italiano che dal Governo cinese nell'ambito della collaborazione universitaria". Dal 2009 CRI ha inaugurato 20 Aule nel mondo, trasmettendo in più di 50 lingue e offrendo una vasta gamma di corsi a seconda del livello di difficoltà. 

 

"Oggi sono molti gli studenti cinesi che studiano italiano - ha dichiarato l'ambasciatore - e mi auguro che in futuro saranno molti anche i ragazzi italiani che parleranno cinese. Magari anche grazie alla radio: CRI è stata una della più importanti piattaforme per la diffusione della lingua cinese, è grazie ad essa che il mandarino si è diffuso notevolmente e la speranza è che ciò avvenga anche in Italia".

 

Fondata nel 1941 Radio Cina Internazionale trasmette attualmente in 61 lingue e la vasta gamma di utenti fa di CRI una delle più importanti emittenti radio a livello internazionale.

 

di Sonia Montrella

 

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