CRESCE L'ITALIA DEL RINNOVABILE

CRESCE L'ITALIA DEL RINNOVABILE

Milano, 14 apr. - Cresce l'Italia "rinnovabile", ormai al terzo posto in Europa per capacita' installata. Che il mercato italiano sia di particolare interesse e' stato ribadito anche da Alfred Fei, chief financial officer di Sky Solar, un'azienda cinese, intervenuto in collaborazione con AgiChina24 nel corso dell'Irex annual report 2010, "Economia Rinnovabile", che, coinvolgendo rappresentanti del ministero dello Sviluppo Economico, dell'Autorita' per l'Energia e delle principali aziende, ha fatto il punto sui costi e i benefici dell'energia verde, sullo stato dell'arte dell'industria e delle strategie aziendali, sul rapporto con il mercato dei capitali e sulle prospettive. "Gli incentivi rendono attraente il mercato italiano - ha spiegato il manager cinese - ma ci sono altri due fattori molto importanti: accesso al capitale e canali distributivi", che spingono i cinesi a guardare con molto interesse alla possibilita' di penetrare in Italia e in altri mercati come Germania e Spagna. Possibilita' che permane anche a fronte del calo degli incentivi previsti, perche', come ha sottolineato Fei nel suo intervento "i costi di produzione del fotovoltaico sono scesi significativamente negli ultimi anni e sono destinati a scendere ulteriormente", per cui per Sky Solar e' facile immaginare un ruolo "da ponte tra le autorita' locali e il mercato finanziario globale", con cui fanno da tramite attraverso i loro azionisti americani e cinesi.
Ruolo possibile anche perche' i problemi, in Italia come in Cina, sono simili, e riguardano una "capacita' di installazione ancora limitata da trasmissione e distribuzione". Un problema che colpisce soprattutto i piccoli operatori, che rappresentano uno degli elementi interessanti del mercato. "Il nostro paese sta attraversando una fase di frammentazione, favorita da attese di alti ritorni dagli investimenti e da barriere all'ingresso piu' basse di quelle presenti nei mercati energetici tradizionali - ha aggiunto Marangoni, ricordando come anche solo quattro anni fa non si potesse parlare di settore delle rinnovabili e rilevando come questa giovinezza sia al tempo stesso un punto di forza e una criticita' - E' tuttavia prevedibile che alla fase di crescita segua un progressivo consolidamento". Che potrebbe basarsi su alcune proposte che arrivano dal settore: una politica industriale di ampio respiro che coinvolga anche i processi autorizzativi e la pianificazione infrastrutturale, un mantenimento di una politica di incentivazione che favorisca gli investimenti, lo sviluppo di infrastrutture di rete e una coordinazione della ricerca e dello sviluppo. con 389 operazioni fra investimenti in nuovi impianti e attività di finanza straordinaria nel biennio 2008-2009 pari a 6,5 miliardi di euro, pari a 4.127 MW e la potenzialita' di creare, da qui al 2020, un beneficio fra il 23,6 e i 27 miliardi di euro per l'Italia secondo un'analisi costi-benefici condotta da Althesys.
> I dati sono emersi nel corso all'Irex annual report 2010, "Economia Rinnovabile", che, coinvolgendo rappresentanti del ministero dello Sviluppo Economico, dell'Autorita' per l'Energia e delle principali aziende, ha fatto il punto sui costi e i benefici dell'energia verde, sullo stato dell'arte dell'industria e delle strategie aziendali, sul rapporto con il mercato dei capitali e sulle prospettive. Che, come ha spiegato l'amministratore delegato di Althesys, Alessandro Marangoni, sono buone se e' vero che "a fronte della spesa per gli incentivi, un'indagine su scenari alternativi di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile al 2020 mostra per l'Italia un beneficio netto compreso tra i 23,6 e i 27 miliardi di euro". Lo studio condotto da Marangoni tiene conto della necessita' di rivedere la politica di incentivazione, che ha trainato il forte sviluppo delle rinnovabili negli ultimi anni, e anche di quella di raggiungere gli obiettivi della direttiva Ue sul 20-20-20, che prevedono un 17% di energia 'verde' sul consumo. Scenari che vedono i costi oscillare fra circa 80 e 104 miliardi di euro, a fronte di benefici che, spalmati sui vari fronti dell'occupazione, della riduzione di emissioni di Co2, dell'effetto sul Pil, variano fra i 103 e i 131 miliardi, producendo dunque un saldo positivo.