Corsa al greggio, Cina e Shell partner in Iraq

Sissi Bellomo
La Cina cerca partner "forti" per aggiudicarsi risorse petrolifere all'estero: Royal Dutch Shell nella gara per i giacimenti iracheni, Total – stando alle indiscrezioni – per accrescere i rifornimenti dal Venezuela. La nuova strategia di Pechino, che per attrarre le major fa brillare la promessa di un accesso preferenziale al suo mercato, è ancora allo stadio embrionale, ma raccoglie interesse. Ieri Jeroen van der Veer, ceo di Royal Dutch Shell, ha confermato che sta trattando con «società cinesi» per concorrere insieme all'assegnazione di licenze in Iraq. Per il Wall Street Journal i potenziali partner sono Cnpc e Sinopec, mentre il giacimento è quello di Kirkuk. Secondo il quotidiano Usa, Shell punterebbe ad ottenere in cambio un contratto per il deposito di gas di Jinqiu, nella provincia di Sichuan. Ma il successore designato di van der Veer, l'attuale direttore finanziario Peter Voser, ha indicato che Shell in Cina punta soprattutto «a partecipazioni o asset nella raffinazione»: un settore in cui Pechino si è impegnata ad accrescere la concorrenza (e la remuneratività).
In Cina riserve di gas e mercato dei carburanti fanno gola anche a Total, che starebbe discutendo un accordo a tre con Cnpc e la venezuelana Pdvsa: francesi e cinesi potrebbero allearsi nella gara per le licenze di Carabobo, nel bacino dell'Orinoco. In caso di vittoria, si prevede la costruzione di un upgrader in Venezuela per trattare il petrolio extra-pesante. Allo studio anche un contratto di fornitura da 200mila barili al giorno, destinati a una raffineria che Cnpc e Pdvsa avvierebbero nel Guangdong.
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15/04/2009