CONTROLLO POPOLAZIONE ATTRAVERSO DATABASE

CONTROLLO POPOLAZIONE ATTRAVERSO DATABASE

Roma, 3 mag.- Un database centralizzato di raccolta dati anagrafici dell'intera popolazione cinese: è questo l'ultimo ambizioso progetto proposto dall'intelligence cinese per rendere più efficace il controllo della popolazione. Secondo le prime indiscrezioni, il sistema dovrebbe funzionare come un deposito informatico delle carte d'identità di tutti  i cittadini maggiorenni. Se il piano dovesse andare in porto, il Dragone si ritroverebbe così a gestire il database più grande del mondo. "La gestione della società deve essere attuata in modo deciso, innovativo e con caratteristiche cinesi" si leggeva lunedì sul giornale della scuola centrale del partito comunista cinese Qiushi, che ne ha dato la notizia citando Zhou Yongkang, l'uomo dei servizi di sicurezza che siede al Comitato Centrale del Politburo.

 

L'espressione 'gestione della società' fu coniata dal presidente Hu Jintao nel corso di un vertice del Politiburo alla fine di febbraio. Alcuni giorni dopo comparvero sul web i primi appelli per le manifestazioni pro-democrazia sulla scia dell'onda rivoluzionaria che stava scuotendo il Medio Oriente e il nord Africa (questo dossier). Da allora l'espressione, ormai sempre più popolare, è diventata il mantra del governo di Pechino deciso a tutti i costi a mantenere l'ordine pubblico e la stabilità sociale minacciati dalle recenti 'manifestazioni dei Gelsomini' in scena a Pechino e a Shanghai. Un obiettivo che però fino ad ora ha visto finire in manette o nei campi di rieducazione solo dissidenti, intellettuali e attivisti pro-democrazia, la cui colpa principale è quella di aver criticato il governo centrale "colpevoli quindi di sovversione dell'ordine pubblico". Ma non sempre gli arresti vengono condotti in modo così 'trasparente'. E' questo, ad esempio il caso dell'artista Ai Weiwei che ha catturato l'attenzione della comunità internazionale: Ai arrestato agli inizi di aprile all'aeroporto di Pechino è ritenuto colpevole di reati economici, ma sono in molti a ritenere che quello della truffa – tuttora non ci sono prove che giustifichino l'accusa - sia solo un pretesto per mettere a tacere l'artista che diverse volte in passato ha criticato il governo (questo articolo).

 

Il sistema di controllo sociale del Paese – ha dichiarato Zhou – deve affrontare nuove sfide quali il cambiamento di ideologie, di valori e di principi morali; una maggiore consapevolezza di quelli che sono i  diritti e doveri; un senso di democrazia più forte, nonché un radicato desiderio di perseguire i propri interessi e di ricavare guadagni dal miracolo economico che ha investito il Paese. Ed è nel mare delle differenze culturali e ideologiche che caratterizzano il popolo cinese che sono venuti a galla tutti i limiti del vecchio sistema di controllo della popolazione: quello di residenza obbligatoria, conosciuto anche con il nome cinese di Hukou (questo articolo). Si tratta di uno strumento di controllo sociale lanciato 50 anni fa da Mao Zedong per evitare che i contadini delle zone colpite dalla carestia successiva al "Grande Balzo in Avanti" si muovessero verso le zone più ricche. Il regime prevede che il cittadino che rimanga vincolato al luogo di nascita per ottenere servizi come l'istruzione gratuita o l'assistenza sanitaria; cambiare hukou da una città all'altra è tecnicamente possibile ma estremamente difficile: una limitazione che non ha impedito a milioni di cinesi delle aree rurali di spostarsi verso le città per lavorare come operai nelle fabbriche o nei cantieri, diventando di fatto cittadini 'fantasmi' che non godono di alcun diritto. Un rapporto pubblicato qualche giorno fa ha reso noto che circa 13 milioni di cinesi sono sfuggiti all'occhio attento dell'Hukou. "Mentre la mobilità aumenta notevolmente rispetto agli anni '70 e '80, di pari passo il controllo del governo sulla popolazione diventa più debole" ha dichiarato Cheng Yu-shek, professore e politologo alla City University di Hong Kong. Una dichiarazione, quella di Cheng, che con ogni probabilità incontrerà il disappunto di molti coloro che non ritengono affatto indebolito il controllo sulla popolazione il quale, al contrario, viene già attuato attraverso diverse vie, ufficiali e non, quali ad esempio la censura dei media, del web.

 

di Sonia Montrella

 

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