CONSUMO ENERGIA: NEL 2010 +5.9%

CONSUMO ENERGIA:  NEL 2010 +5.9%

Roma, 28 feb.- La Cina continua a inquinare il mondo più degli Stati Uniti? L'aumento del 5,9% del consumo energetico registrato l'anno scorso -  notizia resa nota dall'Istituto nazionale di Statistica  - sembra confermare il primato del Dragone nella classifica dei Paesi più inquinanti al mondo. Secondo un rapporto diffuso lo scorso luglio dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), nel 2009 la Cina avrebbe scalzato gli Stati Uniti dalla prima posizione che occupavano da più di un secolo. Le statistiche dell'IEA mostravano che l'anno precedente Pechino aveva divorato l'equivalente di 2252 milioni di tonnellate di petrolio, il 4% in più degli Stati Uniti, che si sarebbero invece "limitati" a 2170 milioni di tonnellate. L'unità di misura adoperata dall'agenzia internazionale comprende - oltre a quella ricavata dal greggio - ogni forma di energia, dal nucleare al carbone, dal gas naturale fino alle fonti rinnovabili come l'eolico. Il rapporto dell'IEA è stato però subito bollato come inaffidabile da Pechino che non ha mai mandato giù il primato conferitogli sostenendo di aver consumato solo 2132 miliardi di tonnellate di petrolio. Una quantità che relegherebbe ancora la Cina al secondo posto.

 

Intanto nel 2010 Pechino ha raggiunto nuovi traguardi economici:  un tasso di crescita del PIL del+10,3% (questo articolo) e un ritmo di sviluppo che ha fatto della Cina la seconda potenza economica al mondo (questo articolo). E di pari passo con l'incremento della produzione industriale è cresciuta la domanda di energia e elettricità.

 

Ma quali sono i numeri dell'ascesa cinese resi noti dall'Istituto nazionale di Statistica? Nel 2010, mentre l'utilizzo di elettricità aumentava del 13,1%,  il consumo di greggio è salito del 12,9%. Allo stesso tempo la domanda di gas naturale è cresciuta del 18,2% e quella del carbone del 5,3% che equivale a circa 3,25 miliardi di tonnellate di carbone.

 

Nonostante la fame energetica del Dragone sembri inarrestabile, domenica il premier Wen Jiabao ha fatto sapere che la Cina intende ridurre del 17% l'energia impiegata per unità di PIL entro il 2015. Una nuova sfida all'inquinamento, quella di Pechino, che arriva dopo il precedente tentativo – fallito - di limitare il consumo del 20% nel periodo 2006-2010.

 

di Sonia Montrella

 

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