CONSIGLIO DI STATO: NUOVO GIRO DI VITE SUGLI IMMOBILI

CONSIGLIO DI STATO: NUOVO GIRO DI VITE SUGLI IMMOBILI
Pechino, 27 gen.- Mentre nel 2010 la Cina si conferma il primo mercato immobiliare al mondo per volume d'affari, il governo lancia un nuovo pacchetto di norme per frenare la corsa all'aumento dei prezzi, che sembra ormai inarrestabile: con un comunicato pubblicato ieri sera sul suo sito al termine di una riunione presieduta dal premier Wen Jiabao, il Consiglio di Stato ha annunciato un ulteriore aumento dell'anticipo da versare per l'acquisto della seconda casa, che sale così dal 50% al 60% del valore dell'immobile. La misura è la più rilevante, ma non l'unica contenuta nel provvedimento: la responsabilità di sorvegliare il mercato immobiliare è a carico delle amministrazioni locali, che entro il mese di marzo dovranno fissare i tetti dei prezzi per le nuove opere di edilizia popolare, parte di un programma avviato nel 2010. I residenti delle città in cui i prezzi stanno continuando a salire – cioè la maggior parte dei centri urbani cinesi- non potranno acquistare una terza casa, mentre ai non residenti è consentito l'acquisto di un unico appartamento, e solo nel caso in cui riescano a soddisfare severi controlli sulla disponibilità economica.

 

 

La norma non menziona l'imposta nazionale sulle proprietà di cui in Cina si parla da tempo – e che costituisce oggetto di un progetto pilota nelle città di Shanghai e Chongqing-, ma rappresenta comunque uno dei provvedimenti più severi varati finora: secondo le statistiche pubblicate oggi dalla società newyorchese Real Capital Analytics Inc., nel 2010 il 34% delle compravendite di immobili a livello globale ha avuto luogo nell'Impero di Mezzo, un dato che fa di quello cinese il più frenetico mercato del mondo per il secondo anno consecutivo. "Le politiche varate finora hanno consentito di tenere sotto controllo i prezzi degli immobili a partire dall'aprile dell'anno scorso- si legge nel comunicato del Consiglio di Stato- ma il mercato appare ancora dominato dalla speculazione". Ed è proprio lo scoppio di una bolla speculativa, insieme alle tensioni sociali generate dall'impossibilità per la classe media di acquistare una casa di proprietà, la maggiore preoccupazione del governo di Pechino: negli ultimi sei anni i prezzi delle abitazioni sono costantemente cresciuti, dapprima nelle province costiere più sviluppate, e successivamente anche nell'interno del paese.

 

 

Nell'ultimo anno, poi, i costi hanno subito rincari da guinness: a rendere incandescente il settore immobiliare cinese ha contribuito in maniera determinante l'enorme liquidità erogata dalle banche – che nel 2009 ha raggiunto la cifra record di 9590 miliardi di yuan – gran parte della quale è stata investita proprio nel real estate. L'ascesa continua dei prezzi degli immobili ha scatenato la corsa degli speculatori, spesso spalleggiati dalle amministrazioni locali, ad accaparrarsi quanti più terreni edificabili possibile. Adesso, si teme che un crollo repentino del mercato possa ripercuotersi sugli istituti di credito, che nel 2010 hanno effettuato stress test per verificare gli effetti che avrebbe sui loro asset un collasso dei prezzi fino al 60% dei valori attuali. "L'aumento degli anticipi da versare sull'acquisto della seconda casa avrà senz'altro degli effetti sul mercato, ma in futuro il governo estenderà ulteriormente il controllo attraverso strumenti fiscali" ha dichiarato all'agenzia di stato Xinhua un importante docente della facoltà di economia e finanza dell'università di Pechino che ha preferito rimanere anonimo, lasciando intuire che la tassa sulle proprietà potrebbe essere promulgata in tempi brevi.  

 

 

di Antonio Talia

 

 

 

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