CONFERENZA BLOGGER: L'ARMONIZZAZIONE

CONFERENZA BLOGGER: L'ARMONIZZAZIONE

In collaborazione con China Files

 

Pechino, 01 dic. - Aprendo il sito cnbloggercon.org, piattaforma creata per la Conferenza dei blogger cinesi, compare da alcuni giorni una pagina gialla, con una scritta: «Il sito è stato sospeso» (wangzhan bei zhongzhi). Provando a cliccare sulla pagina, non succede niente neppure con il proxy. Poi all'improvviso, poco sotto, compare la piccola scritta (cao nima bei hexie le).

Giocando con parole e suoni i netizens cinesi, favoriti dalla natura della loro lingua, sanno essere pungenti e ironici: la seconda frase suona come Caonima bei hexie le, ma il significato di questi suoni varia a seconda dei caratteri usati. Cao nima è anche una colorita espressione nel cinese parlato, la forma rude di dannazione!, mentre hexie è anche il suono della parola armonia, simbolo delle teorie politiche dell'attuale generazione di governanti cinesi, che trova la sua base nelle filosofie confuciana e taoista e oggi compare scritta ovunque. Perciò la metafora vorrebbe dire «Dannazione, siamo stati armonizzati».


Cosa è successo?


Dal 2005 viene organizzata annualmente la conferenza dei blogger cinesi, che ha assunto l'aspetto di uno spazio di discussione aperto su tematiche relative al web. La venue cambia ogni anno; per il 2010 è stata scelta Shanghai, dove la conferenza era prevista per il weekend del 20 e 21 novembre scorso.

Secondo il programma - saltato- di questa edizione, i temi sarebbero stati vari: apprendimento sociale ed educazione attraverso le reti sociali, internauticità responsabile, donne e blog, analisi dell'autenticità degli articoli su internet, internet e la creazione della società civile in Cina, ma anche scrittura e urgenza nella condivisione, autonomia di pubblicazione nella nuova economia e diritti di proprietà intellettuale aperti. Il tutto sarebbe stato condito da concerti e sperimentazioni musicali tra il folk e l'elettronica. Avrebbero partecipato anche blogger europei, da Taiwan ed Hong Kong.

Sulla piattaforma bloggercon.org i partecipanti si iscrivono e gli internauti votano per scegliere lo slogan annuale. Quello risultato dai voti nel 2010 è blogger come le nuvole: il 15 novembre, il luogo scelto per la conferenza non era più disponibile e fino al 18 novembre non vi erano notizie certe in merito; gli organizzatori sono stati prima obbligati a cercare altri luoghi di incontro, poi il sito è stato sospeso e la conferenza è stata annullata. Tutto ciò ha spinto i blogger a vagare come nuvole nella città di Shanghai.


Lo spiega Sillon, agli annali Shizhao, uno degli organizzatori: «La riunione annuale dei blogger è giunta al termine - o meglio, non è mai iniziata-. Il motto di questa edizione che ha ricevuto più voti al momento è probabilmente " blogger come le nuvole", il calendario degli incontri è stato spostato più volte, e mai avremmo pensato che tra gli slogan proposti, questo si rivelasse una profezia. L'incontro di quest'anno è stato davvero un incontro itinerante, mobile. Ci hanno costretti a cambiare la sede della riunione per due volte, facendo si che i blogger accorsi a Shanghai per la conferenza diventassero come nuvole sulla città, spostandosi da un luogo all'altro, incontrandosi in piccoli gruppi nei ristoranti per parlare e discutere; qualcuno ha detto che l'intera città di Shanghai  è diventata la sede dell'incontro, ed è proprio così! O forse è solo il prototipo delle future assemblee, quelle di nuova generazione 3.0?».


Le nuvole sono sopra il muro.  


Sul web cinese pare non ci siano molti commenti a quanto successo. Il Grande Firewall è sempre all'erta e in Cina il web è sensibile a molte parole. Con i proxy però possiamo leggere ciò che invece dovrebbe essere dentro il muro. E Sillon continua ad affidare parole e sensazioni al suo blog in un post del 25 novembre.

Nonostante tutto, la Cina viaggia sulle terze vie e pare che la cancellazione della conferenza sia stata lo spunto per ritrovarsi tra amici, falò e musica nello studio dell'attivista Ai Weiwei. Sillon continua: «Il vero rammarico, in questa edizione, è stato per tutti quelli che non hanno potuto raggiungere lo studio di Ai Weiwei, che si è trasformato in quei due giorni in un vero eden dell'idealismo. La cosa che mi ha reso più felice invece, sull'onda dell'incontro e di Wing (un blogger ndr) , è stata la riunione di Wikipedia, che con circa trenta partecipanti, di Shanghai ma anche da Nanjing ed altre città dei dintorni, è stata probabilmente l'incontro più grande mai successo in terra cinese. La particolare intenzionalità della partecipazione di tutti loro, è stata davvero emozionante »


« Il muro, non è più solo un apparato vizioso del mondo virtuale,  ma già è diffuso-penetrato nella vita quotidiana di ogni uomo, la conferenza annuale è stata murata, questo può solo dimostrare la crescente fame di libertà della gente. Di fatto, la maggior parte delle persone non procederà realmente a una "sovversione dell'ordine politico dello stato" e io mi auguro solo di poter avere un luogo ove sia possibile parlare apertamente, esprimere liberamente i propri punti di vista. Però siamo nell'impero celeste e in questo modo la più piccola speranza è solo fantascienza. Oppure è anche possibile che la maggior parte delle persone sia già abituata alla vita del web all'interno del muro e, come gli struzzi, percorrono qualsiasi via oscura pur di non entrare scontrarsi con il muro. Dall'altra parte le persone che vengono dall'altra parte del muro, fanno fatica ad abituarcisi. Comunque, da vecchio netizen quale sono e senza aver mai fatto esperienza, nel web cinese, di un epoca senza il muro, faccio una gran fatica ad adattarmi alla rete cinese fatta solo di parole sensibili. (...)

Negli stessi giorni a Pechino, il 16 novembre, presso il centro congressi nazionale si era tenuto l'incontro tra gli sviluppatori del più grande contenitore cinese di blog, la piattaforma sina.com.cn, e a Shanghai, il 20 novembre, l'incontro tra quelli di una altro grande progetto a livello internazionale, Wikipedia. Proprio quest'ultimo incontro ha finito per rimpiazzare quello cancellato dei blogger cinesi, vista la partecipazione di molti importanti personaggi. Le foto di questa riunione e quelle delle serate a casa di Ai Weiwei sono insieme, sotto un titolo unico: sguardo magnifico sulla conferenza dei blogger cinesi del 2010. Isaac Mao invece posta le sue foto su Flikr, con un titolo ironico: la riunione del 2010: armoniosi e felici.
 


Voci dall'aldilà -del muro-.


Alcuni blogger apparentemente fuori la Cina continentale invece, scrivono e riportano fatti e contenuti. Sono venuti per una settimana sulla terraferma dalle isole, Taiwan o Hong Kong per partecipare a questo evento.


Di oggi, 28 novembre, il post di MMDays. «Armonia e l'onnipresente conferenza dei blogger cinesi» da Taiwan , in cui traccia il territorio sul quale si è organizzata la conferenza annuale dei blogger, riferendosi ai fatti di Google : « a Taiwan, (...) non ho mai sentito che era il governo la causa di un annullamento di una conferenza. Forse noi abbiamo superato quella fase da tempo, e noi giovani non ci ricordiamo i tempi in cui  non c'era libertà di associazione e di movimento, e ne godiamo comodamente.


Lo spirito della rete è la libertà, lo spirito di scrivere un blog è la libertà e sempre la libertà è alla base del microblogging (leggi questo articolo). In base a queste premesse, tutte conferenza di internauti dovrebbero essere delle libere chiacchierate sul mondo della rete. Sono dispiaciuto che il governo cinese da due anni a questa parte abbia cominciato ad usare le maniere forti, chiudendo Twitter, Youtube (...). Pertanto tutte le riunioni che gira intorno a questo tema, non possono di certo arrivare a sentirsi libere. Mi dispiace che la libertà, questa cosa, è proprio come un frutto dell'eden, del quale non puoi più fare a meno una volta che l'hai provato ma dentro il muro qualsiasi cosa può diventare sensibile. GFW è sensibile,  il ritiro di Google dalla Cina è sensibile, persino usare parole come caonima è sensibile. Cosa ci rimane da dire? Shanghai? O l'incendio di una settimana fa, che ha reso il luogo di questo incontro ancora più sensibile. Questa riunione non doveva avvenire in un clima simile».


Descrive lo studio di Ai Weiwei come la camera rossa e afferma che la conferenza è diventata di tutta la città; « si può dire che l'intera Shanghai nei giorni del 20 e 21 novembre è stata la venue della conferenza annuale dei blogger. Non importava dove, attraverso twitter ci scambiavamo le informazioni e il luogo di incontro poteva essere lo studio di Ai Weiwei , un ristorante, la riunione dei wikipediani, ma anche via Jiaozhou, di fronte al palazzo andato a fuoco. L'incontro fuori dall'ordinario ha preso forma spontaneamente in questo clima di ubiquità e mobilità estrema. Per uno fuori dal muro come me, partecipare ad un evento del genere mi ha fatto tornare indietro nel tempo, fino alla partecipazioni ai movimenti esterni al partito in una Taiwan di trenta anni fa. Non posso non pensare, se tutta questa energia non fosse  sprecata nell'opposizione politica ma usata nello sviluppo delle discipline dei singoli, per esempio su un blog, allora, che genere di energia sarebbe? Tenete duro ragazzi! »

Alla sua domanda se le foto della cena sarebbero considerate sensibili o meno, Zola, famoso blogger della Cina continentale risponde : «Le foto dell'incontro di quest'anno sono più divertenti di quelle di una conferenza formale, peccato che venerdì sera non abbiamo fatto una foto tutti insieme, una cena non è sensibile e poi siamo tutti già abituati ad essere messi in pubblico».


Concludiamo con le parole di un netizen di Hong Kong, Sidekick, che così commenta l'accaduto il 21 novembre: « La sesta conferenza dei blogger cinesi è stata cancellata, è forse il segnale della fine di un'era? Al momento non ci sono certezze neanche sulla riunione annuale dei blogger di Hong Kong, non sappiamo ancora se si farà o meno. E non me la sento di fare previsioni. I tempi cambieranno, l'uso della rete cambierà, come già assistiamo alla metamorfosi dai blog ai microblog; se questo porterà a un rafforzamento o un indebolimento dei rapporti interpersonali nel mondo reale e nel mondo dell'etere, non lo so dire».


 

di Tania di Muzio e Lucia de Carlo

 

Questo articolo è apparso su China Files il 30 novembre 2010


 

 

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