Con Renzi, Alibaba lancia il vino italiano in Cina

Di Eugenio Buzzetti

 

Hangzhou, 4 set. - Con il premier, Matteo Renzi, Alibaba lancia il vino italiano in Cina. La visita del presidente del Consiglio alla sede centrale di Alibaba di oggi ha formalizzato l'accordo per promuovere l'agroalimentare italiano e combattere i casi di contraffazione, siglato tra lo stesso gigante dell'e-commerce cinese e mondiale e il Ministero delle Politiche Agricole. L'accordo arriva dopo l'intensificarsi delle iniziative su Alibaba che hanno visto protagonista il vino italiano.

A giugno scorso, in occasione della settimana di promozione di prodotti italiani "Amazing Italy" sulle piattaforme gestite dal gruppo di Jack Ma oltre mille prodotti italiani sono stati venduti in promozione su Tmall, Tmall Global, Tmall Supermarket, Juhuasuan e Alitrip. In quell'occasione era stato annunciato il lancio di nuovi store italiani, tra cui Pirelli, The Luxer e Mezzacorona, con l'obiettivo di arrivare a costruire un padiglione virtuale interamente italiano all'interno della piattaforma Tmall. Il 9 settembre prossimo, invece, sarà la "Giornata del vino", data scelta per l'assonanza tra i numeri (9-9) e la parola vino, che si pronunciano allo stesso modo, "jiu".

Le opportunità sono in continua crescita. Secondo le stime dei manager di Alibaba, presentate a maggio scorso durante una visita alla sede centrale del gruppo, entro il 2020, il valore delle merci importate in vendita sule piattaforme Alibaba arriverà a quota 245 miliardi di dollari. Già oggi, i prodotti dell'agroalimetare, dell'elettronica e dei prodotti per l'infanzia sono tra i più acquistati su Alibaba, presente in 224 tra Paesi e regioni, che per il futuro prevede di estendersi anche ai campi dei servizi finanziari, del cloud computing e dei big data con l'obiettivo di realizzare una tecnologia flessibile per costruire un'infrastruttura per il commercio a livello mondiale.

Punto debole del gigante di Jack Ma è il problema della vendita di prodotti fake. Nei mesi scorsi, Alibaba era stata sospesa dallo Iacc, la coalizione internazionale anti-contraffazione, dopo le proteste di diversi marchi, tra cui Gucci America, Michael Kors e Tiffany, che accusavano il gruppo di Jack Ma di avere tratto profitto dalla vendita di falsi sulle sue piattaforme. A fare discutere, poche settimane dopo, le parole di Jack Ma, che aveva affermato che i falsi prodotti oggi sono in alcuni casi "meglio degli originali" e che combattere l'industria del falso è difficile come "combattere l'istinto umano". Ma aveva, poi rassicurato l'intenzione del suo gruppo di volere "lavorare assieme ai grandi marchi" per combattere la contraffazione.

Proprio in questa chiave si inserisce l'accordo raggiunto tra il Ministero delle Politiche Agricole e Alibaba, formalizzato oggi con la visita di Renzi alla sede centrale di Alibaba, per promuovere le eccellenze agroalimentari e combattere i falsi, dal parmesan al prosecco contraffatto. L'intesa consentirà ai produttori italiani di potere soddisfare la crescente domanda di Made in Italy sulla piattaforma cinese che conta oltre 430 milioni di consumatori. Il bacino di utenti di Alibaba è in crescita: la Cina è il Paese al mondo con il maggiore numero di utenti internet, 710 milioni di persone, secondo gli ultimi dati ufficiali. Per individuare i falsi, il Ministero delle Politiche Agricole ha costituito una task force che ogni giorno cerca i prodotti contraffatti e li segnala ad Alibaba, che da parte sua si impegna anche in momenti di educazione dei venditori e dei consumatori sull'importanza delle indicazioni geografiche alimentari.

 

04 SETTEMBRE 2016

 

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