Con l'Enel piani per ridurre le emissioni

La Cina, con il supporto di Enel, prosegue il suo impegno per il taglio delle emissioni di anidride carbonica. Con l'obiettivo, fissato nel XII Piano economico quinquennale, di ridurre, entro il 2020, l'intensità carbonica del 40-50%, cioè il rapporto tra Pil ed emissioni dannose. Domani la società guidata da Fulvio Conti e Huaneng Clean Research Energy Institute sigleranno a Pechino un protocollo d'intesa per la cooperazione nello sviluppo di tecnologie per il carbone pulito, l'energia rinnovabile e la generazione distribuita. La firma dell'intesa – che rappresenta un nuovo tassello del "Memorandum of Understanding" firmato da Conti nel 2008 a Pechino – avverrà alla presenza del ministro Corrado Clini e del collega cinese Wan Gang.
Enel e Huaneng Group, che fa capo all'istituto di ricerca, collaborano già da tre anni allo studio di fattibilità per la realizzazione di un impianto di cattura e sequestro di anidride carbonica presso una centrale elettrica alimentata a carbone in Cina e l'uso della Co2 per il recupero del petrolio. Il contributo di Enel riguarderà, tra l'altro, la purificazione del gas di combustione, la cattura e lo stoccaggio della Co2 e la generazione da fonti rinnovabili. «L'accordo – spiega Simone Mori, direttore Regolazione, Ambiente e Innovazione Enel, che siglerà l'intesa - conferma l'intensa collaborazione tra Enel, istituzioni e imprese cinesi nel settore dell'energia rinnovabile e nella riduzione di emissioni di Co2. Enel è presente in Cina da molti anni e ha sottoscritto accordi e sviluppato molti progetti per abbattere le emissioni. Ora lavoreremo con una grande impresa di produzione per sviluppare e applicare le tecnologie rinnovabili in campo energetico».
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18/03/2012