COLPITO CON SCARPA, PADRE CENSURA WEB

COLPITO CON SCARPA, PADRE CENSURA WEB
Pechino, 19 mag.- E' il nemico degli internauti cinesi e dei sostenitori della libertà di espressione: Fang Binxing,  autore del sistema di censura del web "Grande Muraglia di fuoco", è diventato il bersaglio di una contestazione terminata con il lancio di uno scarpone. L'arma scagliata nel 2008 contro l'allora presidente americano George W. Bush torna mietere vittime. Teatro di 'guerra', è stata questa volta l'aula della dell'Università di Wuhan nella provincia dell'Hubei dove Fang - preside dell'Università di Poste e Telecomunicazioni di Pechino - stava tenendo una lezione.  Secondo quanto riportato da vari siti, il piano sarebbe nato su Twitter dove un utente dal nickname di Hanunyi sarebbe entrato in contatto con altri cibernauti e blogger grazie ai quali sarebbe stato in grado di localizzare esattamente il suo 'bersaglio'.

 

Giunto nell'aula,  il ragazzo ha dapprima tentato di colpire Fang con delle uova e poi, avendo già mancato l'obiettivo, è passato alle scarpe con cui invece ha centrato il bersaglio. Conclusa la sua missione, il ragazzo è uscito dall'aula mentre un folto gruppo di studenti ostacolava il passaggio dello staff della sicurezza scolastica pronta ad arrestare la 'testa calda'.  Il fatto è stato  documentato passo passo sulla pagina Twitter di Hanunyi che ha subito caricato foto della hall che ospitava l'intervento di Fang, immagini di una mano che stringe le uova e dei piedi nudi, queste ultime correlate al commento del ragazzo: "Il primo scarpone ha centrato Fang, il secondo è stato bloccato da una donna e da un uomo". Tre ore dopo la pagina Twitter aveva avuto un picco di contatti:  "Non mi aspettavo che un gesto così piccolo potesse avere una tale risposta" ha commentato Hanunyi.

 

Da ore la notizia continua a rimbalzare sul web mentre l'ideatore dell'iniziativa sovversiva sta ricevendo il plauso della comunità cibernetica esasperata dalla creatura di Fan.  Questo filtro – lanciato nel 1998 e costato solo all'avvio più di 650 milioni di euro – si avvale sia di sofisticati software che bloccano automaticamente parole chiave, sia di una sezione della polizia che controlla continuamente la rete, composta – si dice – da almeno 40mila poliziotti. Il controllo è particolarmente penetrante su tutti i siti che agevolano scambi di opinioni e informazioni: social network come YouTube, Facebook, Flickr, Twitter.

 

Intanto, insieme al livello di agitazione, cresce anche "l'indice di lancio dello scarpone": 'unità di misura' del malcontento di un popolo coniata lo scorso febbraio in seguito allo scoppio delle rivolte arabe dall'Economist. 

 

di Sonia Montrella

 

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