Collezioni-investimento globali

Re degli acquisti del mondo dell'arte, spregiudicato businessman sui quaranta, con la sua Domus Collection porta avanti un nuovo tipo di collezionismo globale, pensato molto in grande. Nato a New York da famiglia cinese, i suoi quartieri generali sono nella Grande Mela e Pechino, ha raccolto dal 1997 una collezione d'arte contemporanea sui generis per quantità e pezzi cult di opere cinesi e occidentali. Ora con l'aiuto della sua manager Rachel Vancelette – ex direttrice di Yvon Lambert e poi di Barbara Gladstone a New York – fa viaggiare parte della collezione per dare il massimo di visibilità ai suoi artisti tra cui Damien Hirst, Anish Kapoor, Barnaby Furnas insieme alle superstar orientali Cao Fei, Liu Xiaodong, Shi Xinning, Aya Takano, Yang Shaobin, Zhang Xiaogang e Ding Yi. La collezione Domus da maggio è aperta al pubblico di Pechino (http://www.ionly.com.cn/nbo/zhanlan/zhanlan_2276.html). «Nel collezionismo globale esporre i lavori diventa importante così come acquistare in un'unica strategia d'investimento che punta su visibilità e notorietà» spiega ad «ArtEconomy24» Vancelette.
Perché collezionare arte dal l'Ovest all'Est?
La tecnologia ha reso il mondo più piccolo, bisogna essere cosmopoliti nel business e nell'acquistare arte. Ogni artista ha idee legate anche alla storia del proprio paese e a noi interessano tutte le aree.
Nella prima mostra inaugurata a Bejing ci sono i più importanti artisti occidentali e asiatici, siete interessati anche ai più giovani?
È la prima mostra e abbiamo voluto esporre artisti più noti per il pubblico cinese come Hirst, Kapoor e Furnas. Il mercato dell'arte di Bejing è il nostro principale target. D'ora in avanti ogni anno vogliamo esporre la collezione con un mix perfetto di Oriente e Occidente in diverse sedi espositive nel mondo. Nel 2010 presenteremo giovanissimi artisti, vera avanguardia, sempre però già rappresentata da valide gallerie. Non facciamo certo studio visit ai giovani artisti che hanno appena finito l'accademia. Fondamentale nella scelta di un artista è che il suo linguaggio sia universale e che ci piaccia molto. Alicja Kwade (1976, polacca) è un buon esempio di giovane a cui siamo interessati.
Come è cresciuta negli anni la collezione? Avete mai venduto opere per fare un upgrading?
Non abbiamo mai venduto niente, siamo ancora concentrati sulla costruzione ed esposizione delle opere. Forse un giorno si presenterà l'occasione e venderemo. Oggi continuiamo a comprare artisti nuovi e affermati.
Quante opere avete in collezione e quante ne comprate ogni anno?
Moltissime. Un centinaio.
Avete un budget per gli acquisti, dove comprate?
No, mai avuto un budget. Non abbiamo mai pagato un'opera con prezzi gonfiati, capiamo bene il suo valore e vogliamo che il prezzo lo rifletta esattamente. Compriamo in galleria e mai di corsa per essere sicuri di avere il pezzo migliore dell'artista al prezzo giusto.
Come vi orientate per scegliere il pezzo giusto di un artista?
Molte sono le varianti nella scelta: la cosa più importante è conoscere l'artista e discutere con lui il lavoro, molto spesso c'è uno stretto rapporto d'amicizia. Analizziamo se c'è una serie di lavori essenziali per la sua carriera, cerchiamo di avere il più importante tra quelli.
Vi interessa ogni mezzo artistico?
Sì, anche se la pittura è predominante nella raccolta.
Cosa pensa dell'attuale mercato dell'arte orientale?
Dopo i prezzi altissimi soprattutto in Asia, ora è il migliore momento per comprare a valori ragionevoli, ovunque, ma soprattutto in Oriente. Oggi stiamo comprando tantissimo, come mai prima, non solo asiatici, ma soprattutto. Molti collezionisti dell'ultima ora sono scomparsi e noi siamo molto aggressivi negli acquisti.
Cosa si dovrebbe comprare ora?
Kapoor e Hirst di cui abbiamo già dei lavori, ma che continuiamo a comprare perché è fantastico. Ma è anche il momento di comprare pittori cinesi come Liu Xiadong.
Irina Zucca Alessandrelli
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18/07/2009