CLINTON: "USA IN DIRETTA COMPETIZIONE CON CINA"

CLINTON: "USA IN DIRETTA COMPETIZIONE CON CINA"
Roma, 3 mar.- La competizione tra Washington e Pechino per il predominio strategico nel Pacifico è un dato di fatto. Lo ha dichiarato mercoledì alla Commissione per le relazioni estere del Senato Hillary Clinton; il consigliere di Stato ha usato parole dure per manifestare la sua disapprovazione alla proposta dei Repubblicani di tagliare del 16% il budget statunitense  - destinato, tra le altre cose, alle relazioni diplomatiche con l'estero  - per combattere il deficit federale. Tali tagli, sostiene Clinton, potrebbero portare gravi ripercussioni per gli interessi strategici americani a livello globale e in particolare nell'Oceano Pacifico dove gli Usa sono in competizione diretta con la Cina.

 

"Lasciamo da parte l'aspetto umanitario e i valori morali in cui crediamo, e parliamo solo di realpolitik. Stiamo combattendo con la Cina per affermare l'influenza nelle regioni asiatiche". Per avallare la sua tesi, Hillary Clinton ha preso in esempio la contesa per il controllo su un giacimento di gas naturale in Papa Nuova Guinea che il Dragone starebbe cercando di strappare a Washington. La compagnia americana Exon Mobil ha individuato i giacimenti e avviato le operazioni di trivellazione. Entro il 2014 la produzione dovrebbe partire a pieno regime e fornire oltre 6,6 milioni di tonnellate annue di  gas naturale liquefatto. Una manna dal cielo per un Paese molto povero. "La Cina non passa giorno che non cerchi di interferire nel progetto usando ogni mezzo a disposizione. Sta cercando solo una tattica per persuaderci a seguirla per poi farci sottostare alle sue regole".

 

Ma i tentativi del Dragone di allargare la propria sfera d'influenza non si limitano alla Papa Nuova Guinea. La Cina, ha continuato poi la Clinton, sta cercando di rafforzare i rapporti con molti Paesi dell'Asia pacifica, incluso il "regime dittatoriale" delle isole Fiji dove gli Usa avevano in programma di riaprire un ufficio dell'Agenzia per lo sviluppo internazionale; piano accantonato proprio per i tagli voluti dai Repubblicani. "Godiamo del sostegno di molti Paesi dell'Oceano Pacifico. Hanno votato con noi alle Nazioni Unite, sono nostri alleati e condividono i nostri valori. E sanno che stanno affondando". Tra i programmi che i Repubblicani propongono di eliminare rientra anche quello da 21 milioni di dollari per l'aiuto alle isole del Pacifico minacciate dall'innalzamento del livello del mare. Negli ultimi anni l'amministrazione Obama ha investito molto nei rapporti diplomatici con le regioni del Pacifico anche da un punto di vista militare, guadagnandosi il plauso di diversi governi dell'Asia orientale preoccupati dall'espansione cinese nel Mar Cinese Meridionale. Nel frattempo il Dragone ha portato avanti la sua partita per il controllo dell'area giocando altre carte: "La Cina – ha dichiarato ancora Hillary Clinton - ha portato molti leader di piccole nazioni dell'Oceano Pacifico a Pechino accogliendoli in pompa magna".

 

Dalla capitale cinese non è giunta ancora nessuna risposta al severo discorso del consigliere di Stato americano, ma sono in molti a scommettere che il governo non manderà giù le accuse tanto facilmente. "Ogni volta che si parla di competizione o si allude alla guerra fredda, la Cina si innervosisce" sostiene Charles Freeman, esperto di Cina presso il Centro di studi strategici internazionali di Washington.

 

 

di Sonia Montrella

 

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