Città perduta sulla via della seta

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Milioni di metri cubi di pietre da abbattere. Oltre l'80% delle abitazioni da demolire. Tredicimila famiglie da deportare in altra destinazione. Per sostenere l'economia nazionale nel bel mezzo della crisi internazionale, il governo cinese ha stanziato 130 miliardi di dollari per la realizzazione di nuovi lavori pubblici. E Kashgar, la città più occidentale del Celeste Impero, ha pensato bene di approfittare subito della ghiotta occasione.
Nei mesi scorsi, il consiglio municipale di quella che un tempo fu il più importante snodo commerciale sulla Via della seta, ha deciso di abbattere quasi tutta la zona antica della città. Motivo: Kashgar sorge in un'area ad elevato rischio sismico, e un forte terremoto raderebbe al suolo la maggior parte delle abitazioni del centro storico. Il costo dell'operazione, che sarà finanziata in gran parte dalle risorse pubbliche messe a disposizione dal governo centrale, si aggira intorno a 450 milioni di dollari.
In parte le tradizionali case basse uigure (l'etnia locale di lingua e cultura turcomanna e religione islamica che vive nello Xinjiang), che da secoli si estendono in un continuo armonico lungo le vie della città vecchia, saranno sostituite da palazzi, negozi e centri commerciali. Ma una porzione di centro storico sarà ricostruita tale e quale a quella delle origini, in una riproduzione dell'antica architettura islamica «che preservi la cultura uigura», ha dichiarato al New York Times Xu Jianrong, vece sindaco di Kashgar. Solo, la nuova città vecchia sarà dotata dei più moderni sistemi anti-sismici.
Nel merito, la motivazione delle autorità locali non fa una grinza. Sebbene la città non sia stata colpita da violenti terremoti da almeno 500 anni, tutta l'area circostante è classificata dai geologi ad alto rischio. Secondo gli esperti, una scossa di grado superiore a 6,5 della scala Richter avrebbe un impatto devastante sulle vecchie abitazioni concentrate nel centro urbano. A giudicare dallo stato di decadenza della maggior parte degli edifici, c'è da crederci.
Ciononostante, la decisione lampo delle autorità municipali di abbattere il cuore antico di Kashgar ha sollevato molte perplessità tra le (poche e inascoltate) organizzazioni che in Cina si battono per la difesa del patrimonio artistico e culturale del paese.
«Kashgar ha una storia di 2.100 anni, e la maggior parte degli edifici che compongono il suo centro storico risalgono al 1600. Con le sue strade e i suoi viottoli incrociati, i suoi antichi palazzi e le sue moschee, Kashgar è considerata oggi l'unica città ad architettura musulmana sopravvissuta nell'Asia centrale. Se tutto ciò sarà distrutto, non avrà più senso chiedere la registrazione di Kashgar all'Unesco, come ha già fatto il Governo cinese», avverte il Beijing Cultural Heritage Protection Center. A questo proposito è ancora Xu a gettare acqua sul fuoco, precisando che «i palazzi importanti e le aree della città vecchia già inseriti in una lista speciale di tutela architettonica» non dovrebbero essere toccati.
Ma ad opporsi all'arrivo delle ruspe è soprattutto la popolazione locale, che da secoli dimora in quelle vecchie abitazioni, semplici ma al tempo stesso ricercate, senza uguali nel resto della Cina. La gente non vuole andarsene, e le compensazioni offerte dalle autorità municipali a chi sgombrerà rapidamente finora hanno raccolto poche adesioni tra i residenti del centro storico.
L'amministrazione di Kashgar sostiene che la massiccia demolizione della città islamica è un atto necessario per la sicurezza dei cittadini, e che questi ultimi troveranno un accomodamento più confortevole in un'altra zona della città. Ma per gli uiguri, che non hanno mai gradito la "liberazione" delle loro terre da parte dei cinesi nel 1949, il sacco urbanistico di Kashgar rappresenta un altro atto di violenza sulla loro pelle commesso dagli invasori Han. Il che in una provincia come lo Xinjiang, ad alta sensibilità politica per la presenza di movimenti terroristici musulmani legati al movimento indipendentista dell'East Turkestan, rischia di aumentare il risentimento delle popolazioni autoctone nei confronti dei cinesi e del governo centrale.
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Nel cuore della cultura uigura
Una storia millenaria
Kashgar, nell'estremo Ovest della Cina, ha una storia di 2.100 anni. È considerata l'unico esempio di città ad architettura musulmana - con i suoi viottoli, i palazzi antichi e le moschee - di tutta l'Asia centrale
La demolizione
Le autorità locali hanno deciso l'abbattimento del centro storico a causa dell'elevato rischio sismico cui va incontro l'area di Kashgar. Tredicimila famiglie dovranno lasciare le loro case per far posto alle strutture architettoniche anti-sismiche: un progetto da 450 milioni di dollari

29/05/2009