Cinque big insieme per contare nel mondo

SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Dieci anni dopo la geniale intuizione di Jim O'Neill, i Bric si ritrovano al terzo vertice della loro storia che si apre oggi ad Hainan con un ospite in più: il Sudafrica.
Così l'acronimo coniato a suo tempo dall'economista di Goldman Sachs per compendiare in un indice sintetico l'enorme potenziale di sviluppo dei grandi Paesi emergenti - Brasile, Russia, India, Cina - si arricchisce di una s e diventa Brics. Ma, soprattutto, il gruppo dei Fantastici Quattro che con i suoi tassi di crescita stellari, le sue materie prime, le sue sconfinate risorse finanziarie, è diventato il nuovo arbitro dell'equilibrio economico internazionale, copta al suo interno la principale economia del continente africano.
I leader dei Brics sbarcano sull'isola tropicale del Sud della Cina con una doppia agenda. La prima, quella ufficiale del summit, si articola sullo schema classico previsto dai grandi consessi multilaterali: valutare lo stato della congiuntura internazionale; tastare il polso dei flussi finanziari globali; esplorare nuove forme di cooperazione. I capi di Governo dei Brics discuteranno sicuramente i principali nodi macroeconomici che oggi rischiano di soffocare la crescita degli emergenti: l'inflazione, il surriscaldamento delle economie, i flussi di hot money in fuga dal dollaro che si riversano sui nuovi mercati per spuntare maggiori rendimenti.
La seconda agenda, quella ufficiosa, racchiude il senso del summit e dà una prospettiva concreta al ruolo dei Brics come contrappeso naturale alle potenze occidentali nel futuro nuovo ordine mondiale. Nonostante le rassicurazioni dei padroni di casa cinesi, infatti, ad Hainan si parlerà anche di politica.
Si parlerà dell'intervento delle Nazioni Unite in Libia. Si parlerà della riforma degli organismi internazionali (a partire proprio dall'Onu). Si parlerà della creazione di una nuova valuta di regolamento internazionale destinata a soppiantare il dollaro. Si parlerà di come aumentare il peso e la rappresentanza dei paesi emergenti in seno alle organizzazioni finanziarie internazionali.
I numeri e le dinamiche economiche globali dicono che oggi i Brics sono nella posizione di reclamare maggior potere nella stanza dei bottoni. Con l'aggregazione del Sudafrica, il quintetto degli emergenti genera circa il 18% del prodotto interno lordo planetario (il Pil cinese da solo supera quello degli altri quattro Paesi messi insieme). Ma, a fronte di una congiuntura globale che stenta ancora a riprendersi dalla grande crisi finanziaria del 2008, il fattore più importante è che i Brics nel 2010 hanno contribuito per il 60% alla crescita dell'economia mondiale.
Ogni Paese con la sua specializzazione. La Cina piattaforma manifatturiera del pianeta. Il Brasile inesauribile giacimento di risorse naturali. La Russia pompa di benzina dell'emisfero nord. L'India nuovo hub informatico specializzato nei servizi. Il Sudafrica principale riserva di materie prime del Continente nero.
E con le sue specificità perché i Brics, come ricorda il loro stesso inventore, sono comunque Paesi profondamente diversi che spesso non condividono gli stessi interessi. «I loro livelli di ricchezza individuale sono diversi, i loro sistemi politici sono diversi, la loro struttura economica è diversa», osserva Jim O'Neill, oggi presidente di Goldman Sachs Asset Management International.
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Un obiettivo ambizioso: riequilibrare gli scenari mondiali

BRASILE

Nel 2010 la Cina ha superato gli Stati Uniti, per diventare il primo partner commerciale del Brasile

Più spazio all'industria
Incontrando in Cina il presidente Hu Jintao la brasiliana Dilma Rousseff ha evitato un confronto diretto sullo yuan, ma ha chiesto una maggiore reciprocità negli scambi bilaterali. E la Cina si è impegnata a incoraggiare l'importazione di prodotti manifatturieri brasiliani da parte delle proprie imprese. I due Paesi hanno firmato una ventina di accordi di cooperazione



RUSSIA

La Russia è l'unico tra i Paesi Brics a far parte anche del gruppo "degli altri": il G-8, le economie più avanzate

A rischio espulsione
La Russia assomiglia sempre meno alle economie per cui Goldman Sachs aveva coniato il fortunato acronimo: elevata popolazione, forte crescita del Pil e meta attraente per gli investitori esteri. La Federazione Russa è sempre più simile a un'economia matura, piuttosto che emergente, ha scritto di recente il «Financial Times»



INDIA

Come la Cina, l'India sta alzando i tassi di interesse per tenere a freno l'inflazione

Giganti a confronto
Nel 2010 la crescita cinese è stata del 10,5%, quella indiana del 9,7: l'India è lanciata all'inseguimento del gigante oltreconfine. Al di là delle differenze e delle divergenze geopolitiche, Delhi e Pechino sono le locomotive principali della ripresa mondiale: il nostro legame, ha detto il premier indiano Singh, trascende la dimensione bilaterale, per acquisire un peso strategico globale



CINA

L'economia cinese supera quelle dei 4 partner. Una crescita a rischio surriscaldamento

Pechino contro tutti
La potenza economica cinese, seconda al mondo dopo aver superato il Giappone nel 2010, domina gli scambi con gli altri Paesi Brics, uno squilibrio che crea tensioni per la determinazione di Pechino a consentire soltanto una rivalutazione molto lenta dello yuan, a scapito delle esportazioni altrui. La Cina è uno dei principali importatori al mondo di materie prime



SUDAFRICA

Pretoria ha lavorato per presentarsi come portavoce degli interessi dei Paesi in via di sviluppo del continente

Una voce per l'Africa
L'economia sudafricana ha dimensioni molto inferiori a quelle degli altri Brics, la sua presenza nel gruppo - voluta dai padroni di casa cinesi - è simbolica per l'intero continente africano che sempre più soddisfa la fame cinese di petrolio e materie prime, in cambio di beni di consumo a basso prezzo. Le imprese sudafricane tuttavia osservano con preoccupazione la crescente presenza cinese in Africa

14/04/2011