CINA: TSAI RISPETTI CONSENSO 1992 O STOP A COLLOQUI

Di Eugenio Buzzetti


Pechino, 21 mag. - Taiwan rispetti il Consenso del 1992 o si fermeranno i colloqui con la Cina. Pechino ha posto oggi come condizione essenziale per il mantenimento dei rapporti con l'isola che considera una "provincia ribelle" il riconoscimento del principio della "unica Cina" fissato nel Consenso raggiunto nel 1992 tra Pechino e Taipei. Il portavoce dell'Ufficio per gli Affari di Taiwan della Cina Popolare, Ma Xiaoguang, ha sottolineato che "solo confermando l'aderenza al comune fondamento politico del Consenso del 1992 che incarna il principio di "unica Cina" le autorità che si occupano delle relazioni tra i due lati dello Stretto possono continuare ad avere una comunicazione regolare" e che quella che viene definita tra virgolette come "l'indipendenza di Taiwan" rimane "la più grande minaccia alla pace nello Stretto" di Formosa. 

Il mancato riferimento al Consenso del 1992 nel discorso di insediamento di Tsai alla presidenza di Taiwan non è passato inosservato a Pechino. I media cinesi hanno contato le volte che la neo-presidente ha pronunciato ieri la parola Taiwan (41) l'espressione "questo Paese" (13) e il nome ufficiale di Taiwan (Repubblica di Cina, cinque). Troppo vaghi, invece, i riferimenti al Consenso del 1992, e la menzione al rispetto dei "fatti storici" citato nelle prime parole da presidente da Tsai, tanto che già ieri, in una nota, l'Ufficio per la Relazioni con Taiwan di Pechino, aveva definito il discorso un "test a risposte incomplete". 

La nuova presidente è stata eletta a gennaio scorso tra le fila del Partito Democratico Progressista tradizionalmente su posizioni più indipendentiste rispetto al Kuomintang, il Partito Nazionalista, che sotto l'ex presidente, Ma Ying-jeou, aveva contribuito al riavvicinamento con Pechino. Solo sei mesi fa, a Singapore, Ma e il presidente cinese, Xi Jinping, si erano incontrati in quello che è stato il primo summit tra i leader dei due lati dello Stretto dal 1949. Pechino non ha mai apprezzato la posizione di Tsai sul "mantenimento dello status quo" nelle relazioni: un editoriale di ieri dell'agenzia Xinhua giudicava "ambiguo ed evasivo" il suo atteggiamento nei confronti della Cina.

 

23 MAGGIO 2016

 

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