Cina: sui cellulari ingaggia la guerra degli standard

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 11 nov - Un pagamento di 100 euro puo' diventare un granello di sabbia nel meccanismo di un'azienda cinese con 500 milioni di abbonati. China Mobile, il piu' grande operatore mondiale di telefonia mobile, ha deciso un percorso extragiudiziale per evitare un sentenza che poteva avere ripercussioni impreviste per la sua solidita' futura. Con una transazione mediata da una corte di Pechino ha evitato il giudizio su un ricorso di un avvocato cinese, anch'egli abbonato, che l'aveva denunciata per iniquita' dei prezzi ed abuso di posizione dominante, in violazione della legge anti-monopolio introdotta nell'agosto 2008. Il caso, pur riguardando soltanto alcune schede pre-pagate, potra' avere conseguenze impreviste, aprendo forse una breccia nel muro di solidarieta' tra aziende di stato e potere giudiziario. In una sorta di ironica autoassoluzione i legali di China Mobile hanno affermato che la transazione non rappresentava un rimborso, ma una ricompensa per i suggerimenti del ricorrente. La contesa ha proiettato i riflettori su una vicenda di dimensioni molto piu' grandi. Il Governo cinese 3 China Mobile stanno investendo su un nuovo standard di telefonia mobile, in alternativa al Gsm. L'ambizione e' di dar vita ad un sistema nazionale, indipendente dalla tecnologia straniera e in grado di tutelare la riservatezza del sistema di telecomunicazioni. Il nuovo progetto per i cellulari di terza generazione si chiama TD-SCDMA Time Division-Synchronous Code Division Multiple Access; ha avuto una gestazione lunga ed un lancio lo scorso anno limitato a pochi utenti. La collaborazione con i produttori e' indispensabile e Nokia sembra non sottrarsi. Alla fine di ottobre ha presentato il suo primo modello di telefono compatibile con il nuovo standard cinese. H il frutto di anni di lavoro e di eccellenti rapporti coltivati con le autorita'. L'azienda finlandese e' il piu' grande produttore mondiale di telefoni cellulari e detiene la stessa supremazia in Cina, dove appare inattaccabile sia dalla concorrenza internazionale (Samsung, Motorola, Sony Eriksson, LG) che dai piu' distanti produttori cinesi. Questi ultimi sono ora relegati ad una posizione marginale, come all'inizio degli anni '90. Soltanto un discutibile intervento governativo, accusato di parzialita', li aveva fatti crescere velocemente, consentendo loro di superare la meta' degli abbonati. Da allora la qualita' delle multinazionali, unita a una miglior gestione della distribuzione, ha riportato le quote di mercato ai valori originari. Degli oltre 600 milioni di abbonati (circa la meta' della popolazione) il 39% preferisce l'offerta Nokia. A questo mercato sterminato si aggiungono le capacita' industriali. La Cina nel 2008 ha prodotto 600 milioni di cellulari, due terzi della produzione mondiale, l'80% dei quali e' stata esportata. La leadership deriva da prodotti versatili, affidabili e di prezzo contenuto. La Nokia innova con costanza; e' abile a trasformare tecnologie inedite in prodotti standard: non a caso i suoi 6 centri di ricerca sono piu' numerosi dei suoi 4 impianti.
di Alberto Forchielli