CINA: SHAMBAUGH, "GLI SLOGAN DI PECHINO NON SFONDANO ALL'ESTERO"

(AGI) - Roma, 3 nov. - Esiste un "modello cinese" nei raportiinternazionali, ma non e' puo' funzionare se esportato in altriPaesi o applicato ad latre realta'. Ne e' convinto DavidShambaugh, direttore del China Policy Program della ElliottSchool alla George Washington University. "Esiste un modellocinese nel settore politico e in quello culturale" ha detto nelsuo intervento al� convegno 'Dentro il modello Cina - quadropolitico e sviluppo economico" organizzato a Roma da AgiChina24(www.agichina24.it). "Si tratta di modelli specifici, credo nonreplicabili in altri Paesi" ha aggiunto, "e ibridi ovverocaratterizzati da elementi presi dall'estero e instillati inelementi indigeni. Credo dunque che esista un Modello Cinaanche nelle relazioni internazionali, un modello che ha nei'Cinque principi di coesistenza pacifica' espressi a meta'degli Anni '50 le proprie pietre miliari. Una politica spessocaratterizzata da slogan (come quello della Nuovo Concetto diSicurezza elaborato nel 1984) che pero' concettualmente elinguisticamente non sembra incontrare grande interesseall'estero ovvero nel mondo occidentale, in Medio Oriente epersino in Africa. Nonostante la Cina abbia stretto circa unaquarantina di partnership strategiche, il nuovo concetto oslogan di "Mondo Armonico" sembra essere una meraesternalizzazione della propaganda interna e mal si adatta aldi fuori dei confini domestici. Nonostante le recenti aperture,quest'anno la politica estera cinese e' entrata spesso inconflitto con gli Usa, ma anche con alcuni Paesi del MedioOriente. A mio avviso bisogna guardare a quello che la Cinarealmente fa in politica estera e non agli slogan che per gapculturali o comunicativi non sembrano produrre effetti al difuori della Cina". (AGI)Cli/Uba