Cina, punito l'amico dei terremotati

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
La Cina continua a fare i conti con il terremoto che nel maggio 2008 devastò il Sichuan uccidendo oltre 80mila persone. Non solo sul piano umano ed economico, ma anche su quello politico.
Huang Qi, un attivista per i diritti umani che dopo il sisma aveva assistito alcune famiglie di bambini rimasti sepolti dal crollo di una scuola, è stato condannato ieri a tre anni di carcere. L'accusa formulata a suo carico da un tribunale di Chengdu è tanto grave, quanto difficile da ricondurre a un cataclisma: acquisizione illegale di segreti di Stato. I giudici del capoluogo del Sichuan non hanno fornito alcuna motivazione alla sentenza contro Huang.
Secondo quanto riferito dalla moglie di quest'ultimo, l'attivista era stato arrestato nel giugno 2008, cioè poche settimane dopo il terremoto del Sichuan. In quei drammatici giorni, Huang si era preso a cuore le sorti di alcune famiglie che avevano perso i figli sotto le macerie delle scuole sbriciolatesi sotto i colpi del sisma. E aveva assecondato la loro decisione di citare in giudizio le autorità locali, ritenendole oggettivamente responsabili del collasso degli edifici scolastici.
Ma quell'azione giudiziaria, come molte altre dello stesso tenore minacciate dai parenti delle vittime nel Sichuan dopo il terremoto, è finita in un binario morto. Non poteva andare diversamente. Secondo i dati ufficiali, nel sisma del maggio 2008 morirono 5.335 bambini e ragazzi schiacciati dal crollo delle scuole. Di fronte a una tale carneficina di giovani vite, la gente del Sichuan accusò le autorità di complicità con le società di costruzione che avevano realizzato le palazzine con materiali scadenti fuori dalle norme antisismiche.
Probabilmente, se le minacce di denuncia si fossero concretizzate in azioni legali, lo scandalo delle scuole di cartapesta portato all'attenzione dell'opinione pubblica dalla disperazione di migliaia di genitori avrebbe assunto una potenza deflagrante. E avrebbe finito per mettere in serio imbarazzo sia le autorità locali, che il Governo centrale.
Così, Chengdu e Pechino hanno deciso fin da subito di mettere il bavaglio a qualsiasi iniziativa scomoda finalizzata a far luce sulle responsabilità delle carenze strutturali delle scuole del Sichuan. Huang è stato uno dei tanti a occuparsi di questa sconcertante vicenda e a finire per direttissima in carcere. E anche il primo a essere processato e condannato, probabilmente perché era già sulla lista nera della polizia cinese. In passato, infatti, l'attivista aveva già scontato cinque anni di carcere con l'accusa di incitamento sovversivo a seguito della pubblicazione sul suo website di materiale informativo sgradito al regime.
L'avvocato e la moglie di Huang hanno già annunciato che presenteranno appello contro la sentenza della Corte di Chengdu. «Huang è innocente. Dove sta il segreto di Stato se tutte le informazioni relative ai crolli delle scuole e alle presunte carenze strutturali degli edifici circolavano liberamente su internet?», ha detto il legale dell'attivista.
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LA TRAGEDIA E LA RABBIA

Il terremoto
La provincia del Sichuan è stata colpita da un devastante terremoto il 12 maggio 2008, un sisma di magnitudo 8 della scala Richter, con epicentro nella contea di Wenchuan, 80 chilometri a nord-ovest di Chengdu, il capoluogo del Sichuan. Il terremoto è stato avvertito anche a Pechino (a 1.500 chilometri di distanza) e Shanghai (1.700 chilometri).
Le cifre ufficiali parlano di 69mila vittime e18mila dispersi.Sul numero dei senzatetto il governo ha fornito la cifra di 4,8 milioni, ma secondo stime non ufficiali sarebbero stati almeno 11 milioni. È stato il più grave terremoto in Cina dal 1976, quando il sisma che colpì lo Tangshane fece 240mila vittime.
Le proteste
Huang Qi (nella foto), webmaster e attivista per i diritti umani, ha guidato le proteste della popolazione contro il governo per le gravi carenze nella struttura degli edifici. Ieri Huang Qi è stato condannato a tre anni di carcere con l'accusa di aver acquisito illegalmente segreti di stato

24/11/2009