Cina: no a tali spesa, deve trainare la ripresa (OCSE)

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino - La Cina, grazie ai massicci stimoli governativi, sta portando l'economia mondiale fuori dalla recessione e nei prossimi cinque-sette anni potrebbe diventare la prima potenza industriale del mondo surclassando gli Stati Uniti. Lo afferma l'ultimo rapporto Ocse sulla Cina. L'importante e' che Pechino non riduca la spesa pubblica, ma che, anzi, aumenti le risorse per attuare le necessarie riforme sociali nei campi dell'educazione, del welfare, delle pensioni e della sanita'. La spesa extra puo' essere sostenuta grazie alla solidita' delle finanze pubbliche. Nel 2008 il debito pubblico cinese era pari al 21% del Pil e salira' solo del 3% nel 2010, contro il 100% e oltre previsto per i paesi Ocse. "La rapidita' del governi cinese e il vigoroso intervento di sostegno all'economia nazionale hanno permesso di contenere l'impatto della recessione globale", ha detto il capo economista dell'Ocse, Pier Carlo Padoan, alla presentazioni ufficiale del rapporto sulla Cina. "Gli interventi a sostegno della domanda interna hanno favorito anche il resto del mondo. Un ulteriore aumento della spesa pubblica sarebbe importante sia per il rafforzamento della coesione sociale, sia per migliorare gli squilibri esterni". L'Ocse ha confermato le previsioni di crescita del Pil del 10,2% nel 2010 (+8,7% del 2009) indicate nel rapporto di novembre, ma ha alzato a (+1,8% da +0,1%) la stima di crescita dei prezzi al consumo. L'Ocse sostiene, inoltre, che "il cambio reale dello yuan dovra' apprezzarsi, come accade normalmente ad un paese in rapido sviluppo dove l'aumento del potere d'acquisto delle famiglie alimenta la domanda di beni e servizi.