Cina: le banche del Paese sono 'solidissime' (Mediobanca)

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 08 giu - I bilanci delle banche cinesi sono "di un altro mondo", si tratta di "banche un po' primordiali ma solidissime" uscite totalmente indenni dal fuoco delle crisi incrociate. E' questa l'analisi di R&S che, nel suo ultimo rapporto annuale sulle banche, sottolinea come le dieci principali banche cinesi, quasi del tutto sotto il controllo dello Stato, pur a fronte di alcune significative partecipazioni da parte di banche europee, hanno ormai bilanci del tutto confrontabili con quelli delle concorrenti nella triade Europa, Giappone e Usa: l'85% dei ricavi (dati 2008) proviene dal margine di interesse (14% da commissioni nette), lasciando un ruolo del tutto marginale al risultato della negoziazione. La limitata compromissione con le vicende dei mercati finanziari ha consentito ai maggiori istituti cinesi di chiudere il 2008 con un risultato corrente pari al 47% dei ricavi contro una perdita media del 6% nella triade. Dal 2004 i ricavi sono cresciuti in modo straordinario (+155%) e la dinamica dei costi e' stata nettamente compressa: da un cost/income ratio del 51,6% nel 2004 (58,6% nella triade) si e' passati al 40,2% del 2008 (71,3%). Il roe e' in crescita dal 2006, dal 13,3% al 22% (negativo nel 2008 per la triade). Il portafoglio titoli, pari al 27% dell'attivo (21%), e' per oltre i due terzi valutato al costo e la voce residua relativa ad altre attivita', che copre le valutazioni al fair value dei contratti derivati, e' assolutamente marginale (1,5% del totale di bilancio). Infine la leva si attesta nel 2008 a 18 volte, quasi meta' del livello medio della triade