Cina: la crescita rallenta leggermente ma non si rischia la frenata -FOCUS -2-


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 13 lug -
"Nell'economia cinese e' attualmente operativo un cambiamento
guidato dallo stimolo di una crescita rapida trainata da
misure che puntano allo sviluppo senza aiuti dello Stato",
dice Sheng. Per arginare l'aumento dei prezzi, che ha
accelerato al 6,4% nel mese di giugno, il livello piu' alto
in tre anni, Pechino ha alzato piu' volte i tassi di
interesse e le riserve minime obbligatorie delle banche.
"Anche se c'e' sempre una pressione abbastanza forte al
rialzo dei prezzi, diversi fattori sembrano contribuire
sempre piu' alla stabilizzazione dei prezzi", ha detto il
portavoce della Nbs. "La lenta crescita e la maggiore
inflazione mette il governo in un dilemma di politica
monetaria", afferma invece Alistair Thornton, economista
della Ihs Global Insight. Una stretta eccessiva del credito
puo' infatti causare un brusco rallentamento dell'economia.
Ma la maggior parte degli analisti non credono in questo
momento a tale scenario: il livello di crescita rimane
ancora ben al di sopra degli obiettivi del governo, che
erano all'8% per il 2011 e al 7% all'anno per l'intero
periodo 2011-2015. L'economia cinese e' in una "traiettoria
di atterraggio morbido traiettoria", afferma Thornton. La
Ihs prevede una continuazione della decelerazione nel terzo
trimestre, ma ritiene "improbabile che il rallentamento sia
molto forte". La crescita da un trimestre all'altro e' stata
del 2,2%, rileva da parte sua Brian Jackson, della Royal
Bank of Canada, che vede in questo dato la risposta al fatto
che "le preoccupazioni riguardanti una flessione improvvisa
erano esagerate". "Nel complesso, l'economia mostra un
rallentamento molto moderato dall'inizio dell'anno, grazie
alle misure del governo", ha dichiarato Jackson. L'economia
cinese rimane fortemente guidato dagli investimenti in
capitale fisso, che sono saliti del 25,6% nel primo
semestre, mentre le vendite al dettaglio, l'indicatore
principale del consumo, sono aumentate del 16,8%.
L'aumento della produzione industriale ha rallentato
leggermente, al 14,3% nella prima meta' dell'anno dopo aver
raggiunto il 15,7% nel 2010. Nonostante questi segni di
prosecuzione del boom economico cinese, pesano le
preoccupazioni sulla salute del sistema finanziario. Le
banche sono vulnerabili dopo i massicci prestiti agli enti
locali per uscire dalla crisi finanziaria del 2008,
sostenendo la domanda interna con progetti infrastrutturali
faraonici. La scorsa settimana, Moody ha stimato, sulla base
di dati contestati da Pechino che "l'outlook del settore
bancario cinese potrebbe diventare negativo". Il contesto
internazionale, segnato dalla crisi del debito pubblico in
Europa e negli Stati Uniti potrebbe anche portare di
conseguenza una situazione difficile in Cina, maggior
esportatore mondiale. "L'ambiente esterno e interno e'
piuttosto complicato e incerto per lo sviluppo economico",
ha concluso Sheng.
Mai

(RADIOCOR) 13-07-11 10:06:35 (0091)ASIA 5 NNNN