Cina: la Borsa guarda al futuro con ottimismo

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 30 nov - Le prospettive per le Borse cinesi rimangono rosee perche' l'economia reale appare sana ed avviata sulla strada di un veloce recupero. Il pacchetto di spesa pubblica sembra avere funzionato, l'economia internazionale offre segnali positivi che si ripercuotono in un aumento delle esportazioni, i consumi interni hanno continuato a crescere nonostante la crisi. I conti macro in ordine hanno dunque evitato il tracollo ed una combinazione di elementi induce all'ottimismo nei mercati: inflazione sotto controllo, crescita del Pil, tassi d'interesse ancora bassi. La cura da cavallo del Governo ha spianato la rincorsa del Toro in Borsa e del mercato immobiliare. Nella sua eccezionalita' l'intervento di Pechino non dovrebbe fermarsi improvvisamente perche' e' netta la convinzione che l'uscita dalla crisi ha bisogno di interventi guidati e prolungati. L'ottimismo delle previsioni e' collegato direttamente al pacchetto di stimoli. In un quadro di valutazione corretta del mercati, i titoli che e' previsto crescano sono quelli legati all'aumento dei consumi che rimarranno al 16% di crescita annua anche nel 2010: assicurazioni, media, telecomunicazioni, prodotti farmaceutici e di bellezza, "education". I settori coinvolti immediatamente negli interventi governativi - banche, immobiliare, costruzioni, infrastrutture, materiali da costruzione - dovrebbero flettere congiuntamente al ridursi dell'intervento pubblico. Il Governo comunque non si disimpegnera' perche' ha risorse da destinare alla ripresa. Il credito delle banche all'industria continuera' e contribuira' a tenere bassi i tassi. Anche la ventilata stretta monetaria che dovrebbe aumentare la riserva obbligatoria per le banche vedra' eventualmente la luce nella seconda meta' del 2010 dopo il diktat sull'aumento del "core 1" all'11% di questi ultimi giorni. Il timore per gli andamenti di Borsa e' semmai il convogliarsi del credito verso settori speculativi che potrebbe trasformarsi in bolle finanziarie. L'indice dei prezzi segnera' una diminuzione dello 0,9% nell'anno corrente ed un modesto aumento del 2,5% nel 2010. Non dovrebbero registrarsi scenari pericolosi per i listini perche' i prezzi dei prodotti alimentari (che costituiscono il cuore dello spettro inflattivo) sono tenuti bassi dai ammortizzatori governativi sugli approvvigionamenti internazionali e da un eccezionale ammontare di riserve alimentari disponibili a calmierare impennate di mercato in qualunque momento. L'andamento dell'economia reale fornisce ulteriori elementi di fiducia. Il Pil di quest'anno crescera' del 9%, lo stesso livello dell'anno precedente. Nel 2010 l'incremento e' previsto al 10%. Segnali di ripresa vengono sul versante delle esportazioni, con aumento degli ordini dai mercati chiave del Giappone e degli Stati Uniti. In questo quadro positivo, sono presenti alcuni elementi di rischio legati alla bolla speculativa immobiliare e al possibile surriscaldamento dell'economia che causerebbe un possibile rialzo dei tassi di interesse. Molto e' legato al livello di inflazione ed ai prezzi delle materie prime che potrebbero registrare un'impennata se la ripresa mondiale sara' piu' accentuata del previsto, ma non sembra che ci siano al momento segnali per poterlo affermare. I profitti delle imprese quotate sono previsti in crescita nel 2010 del 25,5% yoy. I P/E del 2009 al 16,7 ed al 2010 al 13,9 fanno pensare via sia notevole margine di crescita futura soprattutto in presenza di una moderata inflazione; la borse cinesi sono al momento sotto rappresentate nei portafogli dei gestori internazionali, mentre tutto fa pensare che la loro performance sara' di gran lunga superiore a quella degli altri mercati emergenti; farebbero bene quindi i gestori internazionali a riequilibrare in fretta il mix. Alberto Forchielli, presidente di Osservatorio Asia